La comunità montana si è unita in difesa del Bivacco Ferrario, recentemente imbrattato da atti vandalici. A una settimana dall’accaduto, il CAI Lecco – sezione “Riccardo Cassin”, proprietaria della struttura dal 1968 e affidata al Gruppo Ragni, esprime gratitudine a chi si è attivato per ripristinare il decoro del bivacco.
Bivacco Ferrario: un simbolo da difendere
Il Consiglio direttivo del CAI ricorda che l’imbrattamento ha colpito un luogo di grande significato per generazioni di alpinisti e escursionisti. Tuttavia, la reazione della comunità è stata rapida. Molti appassionati si sono recati sulla vetta per rimuovere le scritte vandaliche.
«Quando sembra che il degrado e l’ignoranza prevalgano, una parte della comunità si risveglia», commenta il CAI, che esprime «stupore e gratitudine» per l’azione collettiva che ha portato alla pulizia della struttura soprannominata “navicella argentata”.
La sezione ringrazia sinceramente coloro che hanno operato in silenzio e coloro che hanno voluto contribuire. Un riconoscimento speciale va agli alpinisti che nel 1968 trasportarono a mano ogni elemento del bivacco fino alla cima della Grignetta.
Ora, però, il CAI invita a sospendere le iniziative individuali a favore di un intervento organizzato. «Il nostro obiettivo è non arrenderci al degrado; è fondamentale che i gesti spontanei dei singoli siano coordinati per un’azione mirata».
La sezione “Riccardo Cassin” si occuperà di una pulizia sistematica, cercando la soluzione migliore per rimuovere ciò che ancora resta. Tra le azioni previste, c’è anche la rimozione di numerosi adesivi presenti sulla struttura. «Questa pratica è comune, ma oggi è superabile; crediamo che le montagne possano ricordare il nostro passaggio senza necessità di adesivi».
Infine, un ringraziamento a tutti coloro che si impegnano per la salvaguardia dell’ambiente alpino: «Grazie a tutti gli alpinisti, escursionisti e cittadini che, come noi, desiderano proteggere e prendersi cura delle nostre montagne: gli ultimi veri spazi di libertà».