Emergenza idrica

Emergenza siccità, l’Adda riprende vita: più acqua per i campi dalla Valtellina al Lago di Como

Fino al 24 luglio, nuovi volumi idrici garantiti dall'accordo con gli operatori idroelettrici. Se il deficit è significativo, non raggiunge i livelli critici del 2022.

Emergenza siccità, l’Adda riprende vita: più acqua per i campi dalla Valtellina al Lago di Como

Un’importante novità giunge dal tavolo convocato a Palazzo Lombardia per affrontare gli effetti della siccità: fino al 24 luglio saranno disponibili nuovi volumi d’acqua per l’irrigazione agricola, grazie a un accordo con gli operatori idroelettrici.

«L’intesa raggiunta – afferma Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, giovedì 16 luglio 2026 – è cruciale poiché garantirà circa 5 milioni di metri cubi al giorno dal bacino dell’Adda, dalla Valtellina fino al Lago di Como, e 1 milione di metri cubi al giorno per l’Oglio. Questo rallenterà il calo dei nostri laghi e ci permetterà di continuare a irrigare i campi».

Questa intesa colpisce direttamente anche il territorio lecchese, dove il fiume Adda è essenziale per l’equilibrio ambientale, agricolo ed economico. L’obiettivo è garantire una maggiore disponibilità d’acqua in un periodo di scarsità delle risorse idriche.

Un ulteriore accordo, secondo Sertori, è stato siglato con la Provincia autonoma di Trento, che sarà formalizzato nella prossima riunione di Giunta attraverso una delibera. La società HDE, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d’Idro, metterà a disposizione 9 milioni di metri cubi d’acqua per il bacino del lago, offrendo un respiro maggiore anche al sistema del Chiese.

Nonostante ciò, la situazione delle riserve idriche in Lombardia rimane complessa, anche se attualmente non raggiunge i livelli critici del 2022. La Regione ha convocato nuovamente il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, coordinato da Massimo Sertori e Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.

All’incontro hanno partecipato enti regolatori dei grandi laghi, consorzi di bonifica, associazioni di categoria e altri attori coinvolti nella gestione della risorsa idrica. Secondo i dati raccolti da Arpa Lombardia al 12 luglio 2026, il deficit idrico regionale si attesta al 43,4%, in calo rispetto al 60% registrato nello stesso periodo del 2022.

Per il bacino dell’Adda, il deficit si attesta al 45,3%, un dato migliore rispetto al 70% del 2022. Tuttavia, rimangono situazioni critiche anche per altri importanti bacini lombardi: Ticino, Brembo, Serio, Oglio, Chiese e Mincio.

«Tre mesi fa eravamo partiti con un deficit significativo di risorsa idrica – ricorda Sertori – e il Tavolo ha optato per una gestione parsimoniosa, considerando le previsioni disponibili. Possiamo affermare che questa strategia è stata vincente, poiché, nonostante la scarsità d’acqua, siamo riusciti a completare il primo raccolto per la maggior parte delle colture».

Tra le criticità, permane la situazione della Lomellina, che riceve acqua sia dal Lago Maggiore sia dal Canale Cavour, con problematiche affrontate in collaborazione con la Regione Piemonte.

«Il pragmatismo deve guidare le nostre scelte – conclude Sertori – poiché l’acqua è scarsa e gli interessi sono molteplici. È fondamentale gestire l’attuale contingenza, ma anche progettare soluzioni a medio e lungo termine per affrontare la crescente scarsità idrica».

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Beduschi, che sottolinea l’importanza del Tavolo regionale: «Siamo di fronte a una situazione di stress significativo del sistema idrico, ma abbiamo la certezza di poter garantire il minimo necessario per portare a termine il primo raccolto, cruciale per il reddito agricolo e per salvare un’intera stagione».

«La nostra forza – conclude Beduschi – risiede nell’ascolto del territorio e nel costante monitoraggio, che ci permette di gestire al meglio la risorsa idrica e il suo utilizzo, diventando un modello a livello nazionale».