Testimonianza di gratitudine

Alessandro Ratti racconta come la Cardiologia di Lecco gli ha ridato fiducia

«Il mio cuore ha scelto il momento sbagliato, ma la Cardiologia ha agito al momento giusto»

Alessandro Ratti racconta come la Cardiologia di Lecco gli ha ridato fiducia

Una lettera aperta di riconoscenza scaturita da un’esperienza personale intensa e inaspettata. Alessandro Ratti, 51 anni, di Calolziocorte, dopo essere stato ricoverato nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, ha deciso di esprimere la sua gratitudine a medici, infermieri e operatori che lo hanno assistito. Il suo racconto, sincero e talvolta ironico, mette in luce non solo la professionalità del personale sanitario, ma anche l’importanza dell’accoglienza e della cura. Riconoscere ciò che funziona è un gesto di onestà, oltre a essere necessario per denunciare ciò che non va.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Un’esperienza inaspettata

Qualche giorno fa, mi sono trovato in ospedale con un cuore che ha deciso di complicarmi il fine settimana, senza preavviso e senza consultarmi. Ho vissuto così l’improvvisa necessità di affidarmi agli altri.

È una situazione insolita: al di fuori di un reparto, siamo abituati a prendere decisioni e a controllare tutto. All’interno, invece, molte certezze svaniscono e ci si affida a persone sconosciute, sperando che sappiano cosa fare.

Nel mio caso, lo sapevano.

La competenza della Cardiologia di Lecco

I medici della Cardiologia di Lecco hanno preso a cuore una situazione complessa e, per alcuni aspetti, critica. Hanno operato con rapidità, chiarendo ogni passaggio con sicurezza, rendendo quasi semplice ciò che semplice non era. Questa è una delle forme più elevate della competenza: gestire una situazione difficile senza sovraccaricare il paziente.

Successivamente, sono intervenuti gli infermieri. Oltre alla mia condizione cardiaca, hanno dovuto affrontare la mia storica paura degli aghi, unita a vene che, al momento opportuno, si sono fatte irreperibili. Con pazienza e abilità, sono riusciti ad evitare che diventassi un puntaspilli umano. Sono entrato spaventato e sono uscito quasi coraggioso.

“Quasi”, naturalmente. Non vorrei che un’esperienza positiva rovinasse la mia reputazione di pauroso.

Riconoscere la professionalità

Ho scelto di condividere questa esperienza perché siamo bravi a segnalare ciò che non funziona. Quando qualcosa va male, ci lamentiamo e protestiamo. È giusto farlo. Tuttavia, quando le cose vanno bene, tendiamo a dare tutto per scontato. Eppure, non tutto è dovuto: è dovuta la cura, la professionalità e la capacità di rassicurare chi è spaventato. È fondamentale far sentire una persona al sicuro, specialmente quando ha perso le proprie certezze.

Sono tornato a casa con alcune medicine in più, nuove regole e la consapevolezza che, quando il cuore vuole essere ascoltato, non usa mezze parole. Ho soprattutto una gratitudine autentica verso i medici, gli infermieri e gli operatori della Cardiologia di Lecco. Non so se diventerò un paziente modello; un cambiamento radicale potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Tuttavia, so che non considererò mai normale ciò che ho ricevuto.

Perché è necessario denunciare ciò che non funziona, ma riconoscere ciò che va bene è un gesto di onestà. Ogni tanto, oltre a pretendere ciò che ci spetta, dovremmo ricordarci di pronunciare una parola semplice, poco costosa e forse troppo trascurata:

GRAZIE

Alessandro Ratti