I finanzieri della Compagnia di Cernusco Lombardone hanno sequestrato beni per un valore di 4 milioni di euro, in attuazione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un rappresentante legale di una società edile e di un professionista. Entrambi sono accusati di truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di erogazioni pubbliche, in relazione ai bonus edilizi. L’operazione è stata eseguita ieri, giovedì 9 luglio 2026.
Truffa ai danni del Superbonus 110%
Le indagini condotte dalle fiamme gialle, sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Lecco, hanno rivelato che, sebbene gli interventi di adeguamento antisismico e riqualificazione energetica fossero regolarmente fatturati, in realtà non erano mai stati realizzati. I crediti d’imposta legati al “Superbonus 110%” sono stati invece incassati.
Il meccanismo fraudolento consisteva nell’emissione di fatture false da parte dell’impresa indagata, destinate a due condomini nella provincia di Monza e Brianza e a un proprietario di un immobile nel Lecchese. Queste fatture attestavano stati di avanzamento lavori (Sal) superiori al 30% o al 60%, che si sono rivelati inesistenti o non realizzati nei tempi dichiarati.
Per dare credibilità al raggiro, venivano allegate asseverazioni fittizie inviate all’ENEA, che attestavano falsamente la congruità delle spese e il completamento dei lavori. Una volta completata la documentazione falsa, i responsabili provvedevano a svuotare i cassetti fiscali dei committenti, prelevando i crediti d’imposta.
In un caso specifico, relativo a un condominio, sono state utilizzate fotografie di un altro stabile per dimostrare l’installazione di pannelli fotovoltaici, operazione che in realtà non era mai avvenuta.
Le evidenze raccolte dai finanzieri hanno portato alla contestazione di responsabilità amministrativa degli enti coinvolti e hanno consentito alla Procura di richiedere il sequestro di beni per equivalente, mirato a impedire il consolidamento del vantaggio economico derivante dalla presunta truffa. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecco ha quindi emesso il decreto di sequestro preventivo dei beni della società e degli indagati.
In seguito all’emanazione del provvedimento, sono stati sequestrati disponibilità finanziarie, beni immobili e crediti d’imposta ancora presenti nel cassetto fiscale della società coinvolta, per evitare che potessero essere ulteriormente monetizzati.
L’operazione fa parte di un’indagine più vasta, che nell’ultimo anno ha permesso ai finanzieri della Compagnia di Cernusco di sottrarre alla criminalità economica oltre 8 milioni di euro.