Il progetto coordinato tra Silea, il Parco Regionale del Monte Barro e la Cooperativa Eliante ha come obiettivo principale la mappatura e il ripristino di uno dei luoghi chiave per le ricerche condotte da Antonio Stoppani, il noto naturalista e geologo lecchese autore de “Il Bel Paese”. Questa iniziativa coinvolge anche diverse realtà e istituzioni locali.
Al centro dell’intervento è il sito dell’Azzarola, situato alle pendici del Monte Barro, vicino alla sede di Silea. Questo luogo ha rappresentato un punto di riferimento per gli studi di Stoppani, che gli dedicò una monografia, corredata da tavole litografiche, evidenziando la ricchezza geologica e paleontologica dell’area.

Intervento e risultati
Sotto la supervisione del paleontologo Andrea Tintori, sono stati identificati, ripuliti e mappati affioramenti rocciosi contenenti significative testimonianze fossili, contribuendo alla ricostruzione della storia geologica locale. Durante il progetto, sono stati analizzati anche i muretti a secco dell’area, costruiti con materiali provenienti dagli strati fossiliferi descritti da Stoppani, da cui sono stati recuperati campioni per la divulgazione del patrimonio geologico.
“Abbiamo voluto sostenere questo progetto di ricerca perché rappresenta un esempio di come la tutela ambientale possa integrarsi con la valorizzazione culturale e scientifica del territorio”, afferma la presidente di Silea, Francesca Rota.
“La conclusione del progetto Stoppani segna un traguardo importante non solo per la nostra cooperativa, ma per l’intera comunità. Eliante ha utilizzato le proprie competenze per dimostrare che la tutela della biodiversità è una leva concreta di rigenerazione locale. Un pensiero va a Antonio Bossi, il cui contributo è stato fondamentale per il successo di questo progetto”, sottolinea Anna Crimella, presidente di Eliante.
Oltre ai lavori nel sito dell’Azzarola, il progetto ha incluso un convegno organizzato dall’Associazione Geologia e Turismo e dal Parco del Monte Barro, nonché la creazione di una nuova carta geoturistica. Questa mappa identifica i principali siti di interesse geologico studiati da Stoppani e li collega attraverso percorsi escursionistici, promuovendo la divulgazione scientifica e la valorizzazione turistica.
“Questo progetto è stata un’opportunità per il Parco di mettere a disposizione le proprie risorse affinché ricercatori, associazioni e cittadini possano collaborare per la conoscenza del territorio. Duecento anni dopo la nascita di Stoppani, l’Azzarola torna a essere un laboratorio a cielo aperto”, conclude Davide Facondini, presidente del Parco Regionale del Monte Barro.
Queste iniziative fanno parte del progetto “Antonio Stoppani pioniere della divulgazione scientifica”, dedicato al grande geologo e paleontologo in occasione del bicentenario della sua nascita. Il progetto è sostenuto dalla Cooperativa Eliante e dal Cai Lecco, con il contributo della Fondazione Comunitaria del Lecchese e il patrocinio di diversi enti locali.
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