Musica

Il concerto del Corpo Musicale S. Cecilia di Cortabbio a Primaluna il 25 giugno

Un evento che celebra la storia mineraria della Valsassina attraverso la musica e la memoria collettiva.

Il concerto del Corpo Musicale S. Cecilia di Cortabbio a Primaluna il 25 giugno

Il Corpo Musicale Santa Cecilia di Cortabbio si prepara a tornare sul palco con un’iniziativa che porta con sé un forte significato identitario: “Nel cuore della Montagna – Storie di ferro, uomini e memoria”. Questo concerto si svolgerà giovedì 25 giugno 2026 alle ore 21, in piazza IV Novembre a Primaluna, di fronte alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, e l’ingresso sarà libero.

Un viaggio musicale nella storia mineraria

Il titolo dell’evento già suggerisce molto: la serata sarà un viaggio musicale che esplorerà la storia mineraria della Valsassina, intrecciando fatica, ingegno e memoria collettiva. Le immagini d’archivio che adornano la locandina – minatori, gallerie, attrezzi di lavoro – evocano un passato che ha profondamente influenzato la vita delle comunità locali.

Un programma ricco di emozioni

Sotto la direzione del maestro Michele Fioroni, il programma musicale spazierà da Gerald Oswald a Michael Sweeney, passando per Percy Grainger e Howard Shore, e includendo opere di Robert Saint, Katie Moss, Martin Scarnagl e Joaquin Rodrigo. Questa selezione promette di intrecciare atmosfere epiche, suggestioni cinematografiche e brani della tradizione bandistica europea.

Collaborazione con giovani talenti

La serata vedrà anche la partecipazione della Taby’s Junior Band e delle Moonlight Majorettes di Primaluna, due gruppi giovanili che collaborano da anni con il Corpo Musicale, contribuendo a mantenere vivo il legame tra musica e territorio.

Questo evento si inserisce nel calendario degli appuntamenti estivi della valle, rappresentando uno dei momenti più attesi per gli appassionati di musica e per chi desidera riscoprire, attraverso le note, un capitolo significativo della storia locale. È un’opportunità per unirsi, ascoltare e lasciarsi trasportare “nel cuore della montagna”, dove il lavoro dell’uomo e la memoria collettiva continuano a raccontare storie.