Smartworking dai caraibi

Controversia sullo smartworking del responsabile dell’Ufficio tecnico a Calolziocorte

Il responsabile dell'Ufficio tecnico ha lavorato dalla Repubblica Dominicana. Le opposizioni richiedono chiarimenti e valutano un esposto alla Corte dei Conti.

Controversia sullo smartworking del responsabile dell’Ufficio tecnico a Calolziocorte

Un mese di lavoro svolto a quasi ottomila chilometri di distanza, nella Repubblica Dominicana: la scelta autorizzata dall’Amministrazione comunale di Calolziocorte per il responsabile dell’Ufficio tecnico sta suscitando un acceso dibattito. Le opposizioni si stanno mobilitando per contestare la decisione.

Polemica sull’autorizzazione

La questione è emersa a seguito degli atti acquisiti dai gruppi di opposizione Cambia Calolzio e Bene Comune, rappresentati da Diego Colosimo e Sonia Mazzoleni. Secondo quanto riportato, il dipendente avrebbe richiesto di lavorare in modalità agile dalla Repubblica Dominicana tra il 30 maggio e il 30 giugno, accompagnando la moglie e le due figlie minori nel loro temporaneo rientro nel Paese d’origine.

Per consentire il viaggio, l’Amministrazione ha concesso una formula che combina ferie e smartworking, derogando al regolamento comunale. Questo è il punto contestato dalle opposizioni, poiché le norme interne stabiliscono che il lavoro agile debba essere svolto esclusivamente sul territorio nazionale. Nella richiesta, il dipendente avrebbe anche riconosciuto la natura «eccezionale, temporanea e derogatoria» dell’istanza.

Questioni di equità e funzionalità

Secondo le minoranze, la decisione solleva interrogativi sia riguardo all’equità nei confronti degli altri dipendenti comunali, sia sulla possibilità di svolgere a distanza le funzioni dell’Ufficio tecnico. «Il nostro è un settore che si occupa di edilizia, manutenzioni, patrimonio e lavori pubblici, attività che richiedono una presenza costante sul territorio e rapporti diretti con cittadini, professionisti e amministratori», hanno dichiarato i consiglieri di opposizione, chiedendo un riesame della procedura adottata dal Comune.

In risposta, il sindaco Marco Ghezzi difende la scelta dell’ente, definendo la deroga come «straordinaria e necessaria per soddisfare una specifica esigenza familiare». Ghezzi ha sottolineato che «il dipendente sta continuando a svolgere regolarmente il proprio lavoro, rimanendo in contatto e fornendo risposte tempestive».

Il confronto politico tra maggioranza e minoranza resta acceso. Le opposizioni attendono chiarimenti formali dal sindaco e non escludono la possibilità di trasmettere la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti per ulteriori valutazioni.

Luca de Cani