Luisa Emilia Spreafico, 69 anni, è stata vittima di un investimento mortale, e l’onorevole Maria Chiara Gadda di Italia Viva ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia. A distanza di quasi due anni dall’incidente, non è stata ancora esercitata l’azione penale, nonostante il termine di sei mesi previsto dall’art. 405 del codice di procedura penale, prorogabile fino a diciotto mesi.
“La normativa sull’omicidio stradale, in particolare l’art. 589-bis del C.P., è stata introdotta per garantire risposte rapide a comportamenti di grave entità. Tuttavia, i tempi delle indagini stanno compromettendo questa finalità, arrecando danno alle vittime”, ha dichiarato Andrea Frigerio, presidente provinciale di Italia Viva. L’interrogazione richiede anche informazioni sulla dotazione di magistrati e personale al Tribunale di Lecco.
Il caso di Luisa Spreafico
Luisa Spreafico, originaria di Galbiate e residente a Malgrate, è stata investita a Galbiate, nella frazione di Bartesate, il 24 giugno 2024. La donna è stata lasciata priva di conoscenza in strada, in via per Colle Brianza. Nonostante i soccorsi, è deceduta 48 ore dopo all’ospedale Manzoni di Lecco a causa delle ferite riportate.
Il sinistro è avvenuto a causa di una donna alla guida di un veicolo, che l’ha colpita violentemente, non fermandosi per prestare aiuto. Testimoni hanno trovato la donna in gravi condizioni, sotto un guard rail, in arresto cardiaco.
Le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di una 62enne di Ello per omicidio stradale aggravato dalla fuga, con il coniuge indagato per favoreggiamento.
L’interrogazione
Di seguito il testo completo dell’interrogazione:
Al Ministro della Giustizia – per sapere – premesso che: il 24 giugno 2024, lungo la strada provinciale verso la frazione Bartesate, nel Comune di Galbiate (provincia di Lecco), la signora Luisa Emilia Spreafico, sessantanovenne residente a Malgrate, veniva travolta a piedi da un’autovettura e sbalzata oltre la barriera laterale;
la conducente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si allontanava senza prestare soccorso né allertare i servizi di emergenza, e la signora Spreafico, ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco, decedeva il 26 giugno 2024;
a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, venivano iscritte nel registro degli indagati una donna, per omicidio stradale aggravato dalla fuga del conducente, e il coniuge, per favoreggiamento personale;
a quasi due anni di distanza, e nonostante numerosi accertamenti tecnici – perizia cinematica, autopsia e accertamenti forensi sui dispositivi telefonici – non risulta a oggi esercitata l’azione penale mediante richiesta di rinvio a giudizio, mentre il connesso procedimento civile per il risarcimento del danno ha già avuto la prima udienza nel gennaio 2026;
l’articolo 405 del codice di procedura penale fissa per le indagini preliminari un termine ordinario di sei mesi, prorogabile dal giudice fino a un massimo complessivo di diciotto mesi; secondo le statistiche del Ministero della Giustizia la durata media effettiva delle indagini preliminari condotte dalle procure presso i tribunali si attesta intorno a un anno, sicché la trattazione del procedimento in questione appare eccedere in misura sensibile sia il termine massimo di legge sia la durata media nazionale;
l’incidentalità stradale con esito mortale rappresenta in Italia un’emergenza di rilievo: secondo i dati ISTAT-ACI 2024 si sono registrati 3.030 decessi, di cui 470 pedoni, con gli utenti vulnerabili a costituire il 51,8 per cento delle vittime; con riferimento al territorio, la sola provincia di Lecco ha contato quasi 800 incidenti, oltre 1.000 feriti e 11 vittime, e la cronaca recente registra nella provincia ulteriori casi di omicidio stradale a danno di pedoni;
la fattispecie di omicidio stradale di cui all’articolo 589-bis del codice penale e l’aggravante della fuga sono state concepite per assicurare una risposta tempestiva ed effettiva a condotte di particolare gravità, risposta che la dilatazione dei tempi delle indagini – riconducibile anche a carenze di organico e risorse degli uffici giudiziari – rischia di vanificare, con grave pregiudizio per le persone offese –:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e quali elementi informativi intenda acquisire, nel rispetto dell’autonomia della magistratura, sui tempi di trattazione del procedimento penale relativo alla morte della signora Spreafico;
quali siano i dati relativi alla dotazione organica di magistrati e personale amministrativo degli uffici giudiziari del circondario di Lecco, ai posti coperti e alle scoperture, e quali iniziative intenda assumere per garantire risorse adeguate alla ragionevole durata dei processi;
quali iniziative di competenza, anche normative, intenda promuovere per assicurare su tutto il territorio nazionale tempi di definizione dei procedimenti per omicidio stradale coerenti con la gravità del fenomeno e con il diritto delle vittime a un accertamento tempestivo.
On. Maria Chiara Gadda