A bocce ferme, dopo l’entusiasmo del centrodestra per la conquista di Palazzo Bovara e la delusione del centrosinistra di Mauro Gattinoni, è tempo di analizzare i numeri. Sono questi ultimi a fornire un quadro chiaro su quanto avvenuto nelle urne di Lecco e sulle dinamiche che hanno portato all’elezione di Filippo Boscagli.
I numeri del ballottaggio
I dati ci dicono che la vittoria di Boscagli non è frutto esclusivo del ballottaggio, ma affonda le sue radici nel risultato del primo turno. Il candidato del centrodestra, infatti, il 24 e 25 maggio, aveva raccolto 11.324 voti, pari al 48,65% dei consensi, mancando l’elezione diretta di appena 316 voti. Dall’altra parte, Mauro Gattinoni si era fermato a 9.899 voti (42,53%), con un distacco di 1.425 preferenze.
Al primo turno si erano presentati cinque candidati. Gli esclusi dal ballottaggio – Mauro Fumagalli, Francesca Losi e Giovanni Colombo – avevano ottenuto complessivamente 2.053 voti, un bacino elettorale che ha rappresentato un elemento cruciale nelle due settimane successive.
Il ballottaggio ha visto il successo di Boscagli con 11.905 voti (52,04%) contro i 10.973 voti (47,96%) di Gattinoni. In termini di voti guadagnati, Boscagli ha raccolto 581 voti rispetto al primo turno, mentre il sindaco uscente ne ha conquistati 1.074.
Il recupero di Gattinoni
Un dato politico significativo è il recupero di Gattinoni. Il centrosinistra è riuscito a intercettare una parte consistente dei voti rimasti orfani dopo il primo turno, riducendo il distacco da 1.425 a 932 voti. Questo recupero è significativo, ma non sufficiente per ribaltare l’esito della competizione.
I numeri suggeriscono che una buona fetta degli elettori di Fumagalli, Losi e Colombo abbia optato per Gattinoni al secondo turno. Tuttavia, il vantaggio accumulato da Boscagli nel primo turno era troppo ampio per essere annullato.
Affluenza e schede
Un altro aspetto degno di nota riguarda l’affluenza. In molti si attendevano un calo significativo dopo l’uscita di scena di tre candidati. Invece, gli elettori hanno continuato a considerare cruciale la sfida per il governo della città. Al primo turno avevano votato 23.662 cittadini, pari al 60,46% degli aventi diritto. Al ballottaggio, i votanti sono stati 23.175, ovvero il 59,22%, con una flessione contenuta di 487 persone.
Riguardo alle schede, le nulle sono passate da 292 a 187, dimostrando che con una scelta limitata a due candidati gli errori si sono ridotti. Le bianche, invece, sono aumentate da 85 a 108, segnalando che alcuni elettori hanno scelto di non esprimere una preferenza. Le schede contestate, infine, sono scese da 9 a 2.
In sintesi, i numeri raccontano una storia diversa dalle emozioni del dopo voto. Indicano un centrosinistra in grado di recuperare terreno tra primo e secondo turno, ma anche un centrodestra che aveva già gettato le basi della propria vittoria due settimane prima, quando Boscagli sfiorò il successo al primo colpo. Il ballottaggio ha ridotto il margine, ma non ha cambiato l’esito: la vera forza della vittoria era stata costruita al primo turno.