“Dopo il furto subito del carico dell’elicottero, siamo costretti a chiudere il rifugio (domani e dopodomani) per riorganizzare il rifornimento. Ci scusiamo per il disagio. A presto!” Con queste parole, pubblicate lunedì 8 giugno 2026, Marco Madama, gestore del Rifugio Bietti-Buzzi, ha annunciato la temporanea chiusura della struttura a seguito di un grave furto.
Il furto e le conseguenze
Il materiale rubato comprendeva generi alimentari essenziali per l’attività del rifugio, un importante punto di riferimento per escursionisti diretti al Grignone. Il carico, preparato giovedì al Vò di Moncodeno, a quota 1.430 metri, era in attesa di essere trasportato in elicottero. Tuttavia, all’alba del giorno successivo, è stata fatta una scoperta sconvolgente: ignoti avevano forzato il box deposito, portando via gran parte della merce.
Tra gli oggetti rubati vi erano oli, legumi, funghi, carote e quattro bombole di gas. La stima del valore del materiale sottratto supera i 2.500 euro.
Questo furto rappresenta un danno economico significativo e un duro colpo per chi si impegna quotidianamente a garantire servizi e accoglienza in montagna. Dietro quel carico c’era un intenso lavoro di preparazione e organizzazione logistica, elementi cruciali per il funzionamento di una struttura montana, accessibile solo tramite complessi rifornimenti.
Le azioni in corso
Per permettere la riorganizzazione delle scorte e dei trasporti, il rifugio rimarrà chiuso per due giorni. È stata presentata denuncia ai Carabinieri, che stanno indagando per identificare i responsabili del furto.
Questo episodio ha suscitato sconcerto tra gli appassionati della montagna e i frequentatori del Rifugio Bietti-Buzzi, un punto di appoggio fondamentale per escursionisti e alpinisti delle montagne lecchesi.