Lecco verso il futuro

Lettera aperta a Filippo Boscagli: quale visione per Lecco?

Dalla sanità alle relazioni sociali: tre quesiti per delineare la comunità del domani a Lecco.

Lettera aperta a Filippo Boscagli: quale visione per Lecco?

Pubblicata la lettera aperta dei volontari dello Sportello Salute Lecco indirizzata a Filippo Boscagli, candidato sindaco del centrodestra.

Lettera aperta a Filippo Boscagli

In qualità di Sportello Salute Lecco, attivo nella difesa del diritto alla salute e nella lotta contro le liste d’attesa, non possiamo ignorare la grave crisi della sanità lombarda. I tempi di attesa per visite ed esami si allungano, l’accesso alle cure diventa sempre più complicato e cresce il ricorso al privato. Anche la gestione delle Case e degli Ospedali di Comunità di Lecco rischia di passare in mano a privati, minando il carattere pubblico dell’assistenza. Queste decisioni sono frutto di una governance regionale, da anni sotto il centrodestra, che ha un impatto diretto sulla vita dei cittadini.

In questo scenario, seguiamo con attenzione il progetto della “Città Letteraria”, un’iniziativa che promuove cultura, dialogo e incontro. Tuttavia, troviamo difficile conciliare questa visione con alcuni termini e linguaggi usati nel dibattito politico e nella campagna elettorale del centrodestra, che sembrano invece fomentare divisioni e paure.

Termini come “maranza”, utilizzati per etichettare gruppi di giovani, rischiano di ridurre a semplificazioni problematiche complesse, danneggiando intere comunità. Una città che ambisce a definirsi “letteraria” dovrebbe saper scegliere parole che includono e costruiscono ponti, piuttosto che escludere.

Richiamando la sua formazione culturale in Comunione e Liberazione, desideriamo sottolineare alcune affermazioni significative.

Don Luigi Giussani: «L’accoglienza e la condivisione sono l’unica modalità di un rapporto umanamente degno».

Don Julián Carrón: «Se abbiamo paura dell’altro, è perché siamo insicuri di ciò che siamo».

Davide Prosperi: «Il compito dei cattolici è costruire realtà nelle quali l’altro non sia mai un pericolo, ma una risorsa».

Ci chiediamo come questi insegnamenti possano armonizzarsi con una comunicazione politica che talvolta sembra vedere nell’altro, nel diverso o nello straniero un problema, piuttosto che un’opportunità di incontro.

Per queste ragioni, le poniamo tre domande:

1. È disposto a distaccarsi da linguaggi e etichette che possono alimentare discriminazioni e divisioni sociali, impegnandosi a promuovere un confronto pubblico rispettoso della dignità di ogni individuo?

2. Quali strategie intende adottare per collaborare con il Terzo Settore, le parrocchie e l’associazionismo, al fine di promuovere inclusione, lavoro, casa ed educazione, affrontando i problemi sociali senza contrapporre i cittadini?

3. Trasformerà la “Città Letteraria” in un autentico spazio di incontro tra culture, generazioni e sensibilità diverse, piuttosto che limitarla a un semplice slogan elettorale?

Legalità e sicurezza sono valori imprescindibili. Tuttavia, una comunità forte non si edifica contrapponendo sicurezza e inclusione, regole e solidarietà, identità e accoglienza. La sfida consiste nel mantenere questi valori in equilibrio, senza sacrificare l’uno per l’altro.

Ogni giorno, i volontari dello Sportello Salute Lecco si confrontano con persone che non riescono a ottenere visite, esami e cure nei tempi necessari. Questa esperienza guida il nostro impegno e ci fa credere che una comunità si misuri dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno.

Solidarietà, inclusione e tutela dei più fragili non sono solo valori, ma responsabilità concrete di chi desidera governare una città.

Attendiamo risposte chiare, poiché la credibilità di un progetto politico si valuta anche attraverso la coerenza tra i valori dichiarati e le parole utilizzate.

I VOLONTARI DELLO SPORTELLO SALUTE LECCO