Sicurezza, parcheggi, autonomia e sanità sono stati i temi principali della serata elettorale che si è svolta giovedì 21 maggio 2026 a Lecco, dove il ministro Roberto Calderoli ha fatto visita al candidato sindaco del centrodestra, Filippo Boscagli. L’incontro, a pochi giorni dalle elezioni, ha rappresentato un momento di mobilitazione finale per la campagna elettorale.
Il sostegno di Calderoli a Boscagli
Il segretario provinciale della Lega di Lecco ha aperto l’incontro, ringraziando i presenti, tra cui numerosi sindaci locali e il vicepresidente della Provincia, Mattia Micheli. “Siamo vicini alla conclusione di una campagna intensa – ha affermato – e ringraziamo il ministro Calderoli, sempre attento ai territori. La nostra politica è forte perché presidia concretamente il territorio. Sappiamo quanto si stia investendo a Roma per l’autonomia e per il Ddl Montagna.” Ha inoltre espresso gratitudine ai candidati della lista che si sono messi in gioco.
Calderoli ha preso la parola, alternando ricordi personali a critiche politiche e temi amministrativi. “Sono felice di essere qui”, ha esordito, ricordando come l’ultima visita a Lecco in sostegno a Alessandra Hofmann abbia portato a una vittoria. “Mi auguro che anche questa volta si vinca al primo turno”.
Il ministro ha ripercorso la sua carriera politica, citando gli inizi in consiglio comunale e la candidatura a sindaco nel 1995, persa per “soli trenta voti”. “La gavetta è fondamentale – ha sottolineato – perché in Parlamento spesso arrivano persone che non hanno esperienza di amministrazione locale.” Ha quindi espresso il suo sostegno a Boscagli: “Vent’anni in consiglio comunale significano conoscere il mestiere”.
Calderoli ha poi attaccato il centrosinistra e l’amministrazione lecchese, parlando dei problemi di sicurezza e degrado. Ha definito Lecco “un unicum” per la presenza di degrado “proprio sotto il luogo dove si riunisce il consiglio comunale”. Ha anche criticato le politiche urbane: “Dove governa la sinistra, i problemi sono sempre gli stessi: più piste ciclabili che ciclisti e meno parcheggi per le auto”.
Nel mirino anche la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Basta giustificare gli immigrati che spacciano. Loro li accolgono, io ritengo che vadano aiutati in modo diverso”. Nonostante le critiche, Calderoli ha sottolineato l’importanza del ruolo dei Comuni nella prevenzione e nel contenimento dei problemi legati alla sicurezza.
Il ministro ha rivendicato il lavoro svolto al Governo, in particolare per quanto riguarda i rapporti con le Regioni: “Abbiamo ridotto il contenzioso tra Stato e Regioni dal 70 al 4 per cento grazie al dialogo, anche con le amministrazioni di centrosinistra”. Ha dedicato ampio spazio alla legge sulla montagna approvata nel 2024, introducendo nuovi criteri per definire i Comuni montani e assicurando che ogni euro dato a chi non è realmente montano venga tolto a chi ne ha davvero bisogno, sottolineando come Lecco sia stata confermata area montana insieme ad altri sei Comuni del territorio.
Tra le misure discusse, l’aumento degli stipendi per i medici nelle zone montane, incentivi fiscali per l’acquisto o l’affitto di case, agevolazioni per insegnanti, bonus bebè e sostegni alle imprese.
Calderoli ha poi affrontato il tema delle Province, chiedendo l’elezione diretta del presidente provinciale. “I partiti sono tutti favorevoli, tranne Giorgia Meloni – ha affermato –. Oggi molte Province sono governate dal centrosinistra, ma con il voto popolare cambierebbero colore”.
Infine, ha toccato il tema delle pensioni, della sanità e dell’autonomia differenziata, avvertendo sui rischi per le future pensioni dei giovani e sull’importanza di rafforzare la previdenza integrativa. Ha criticato l’attuale rigidità nella gestione delle risorse sanitarie: “Se le Regioni potessero usare direttamente i fondi dove servono davvero, il problema delle liste d’attesa sarebbe molto ridotto”.
Ha concluso la sua esposizione difendendo l’autonomia differenziata: “Non voglio dividere il Paese. L’autonomia serve a responsabilizzare e amministrare meglio”.
A chiudere la serata è stato lo stesso Boscagli, il quale ha parlato di “una campagna elettorale bellissima e oltre ogni aspettativa”. Ha sottolineato la necessità di ricostruire il dialogo tra Comune, Regione e Provincia: “Lecco è cresciuta grazie alla collaborazione tra istituzioni. Questa capacità si è persa negli ultimi anni e deve essere recuperata. Le sfide di oggi non si affrontano da soli”. Ha quindi lanciato un appello agli elettori: “Se il 25 cambiamo la storia di questa città, il 26 io verrò subito a bussare alle porte delle istituzioni”.