Sabato 16 ottobre 2026, una folta cornice di pubblico ha partecipato alla cerimonia di intitolazione del piazzale antistante le sedi dei sindacati Cgil e Cisl di Lecco a Pino Galbani.
Un tributo significativo
Il piazzale, ora dedicato a Pino Galbani, onora la memoria dell’operaio antifascista, che ha condiviso la sua drammatica esperienza di deportato politico nei campi di concentramento nazisti. Il sindaco Mauro Gattinoni, presente all’evento, ha sottolineato che Galbani era un “uomo mite che ha scelto la memoria, non la vendetta”. Questa cerimonia coincide con il decimo anniversario della sua morte e il centenario della sua nascita. Tra i partecipanti erano presenti Fabio Gerosa, segretario generale della Cgil, Mirco Saccabarozzi della Cisl, Luigi Galbani, il Prefetto Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, il senatore Tino Magni, il sindaco Mauro Gattinoni, la sua vice Simona Piazza, l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni, la vicepresidente provinciale dell’ANPI Patrizia Milani e il prevosto don Bortolo Uberti.
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Riflessioni sulla vita di Galbani
Prima dell’intitolazione, è stato proiettato un cortometraggio con un’intervista a Galbani, nato nel 1926 a Ballabio e operaio alla Rocco Bonaiti di Lecco. Galbani fu arrestato il 7 marzo 1944 durante gli scioperi contro il regime nazifascista e deportato nel campo di Mauthausen-Gusen, dove rimase prigioniero per circa quattordici mesi fino alla liberazione nel 1945.
Le parole di Gerosa
Fabio Gerosa, segretario della Cgil, ha dichiarato: “Ci troviamo qui per rendere omaggio a un uomo che ha rappresentato i valori più alti della nostra comunità. Pino Galbani, un operaio, ha compreso che la vita lavorativa è inseparabile dalla libertà politica. Nel marzo del 1944, l’Italia era oppressa dall’occupazione e dalla fame, e un operaio doveva lavorare 12 ore per guadagnare un chilo di pane. Dobbiamo vigilare, oggi più che mai, contro l’indifferenza e la divisione; Pino ci insegna che queste sono forme di male. Questa piazza deve diventare il cuore pulsante della nostra memoria e un luogo di riflessione.”
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Il messaggio di Saccabarozzi
Mirco Saccabarozzi, della Cisl, ha sottolineato: “Pino Galbani è un patrimonio per tutti i democratici di Lecco. Anche oggi, come ogni 7 marzo, questo evento rappresenta un presidio di democrazia voluto da Cgil e Cisl. Nessuno potrà mai dare un senso a una gioventù spezzata dall’odio nazifascista come quella di Pino Galbani. La nostra risposta a chi cerca di omologare le ragioni di chi ha combattuto per la Repubblica di Salò con quelle di chi ha lottato contro il nazifascismo è e sarà sempre no.”

Gattinoni sulla memoria collettiva
Il sindaco Gattinoni ha enfatizzato l’importanza di intitolare spazi pubblici per mantenere viva la memoria storica. “La memoria non è un esercizio retorico, ma un dovere per cercare la verità storica e dalla verità deriva la libertà. Abbiamo scelto di definire Galbani come operaio antifascista, un epiteto che oggi è facile rivendicare, ma che nel 1943 richiedeva un coraggio straordinario.”

Il messaggio del Prefetto Ponta
Il Prefetto Ponta ha espresso un “abbraccio virtuale” a Pino Galbani, sottolineando l’importanza della sua testimonianza. “Quando Galbani fu deportato, aveva 17 anni e mezzo. La sua storia è una testimonianza di coraggio, un esempio di come anche i giovani possano seguire la propria coscienza, anche a costo della vita.”
Scoperta della targa commemorativa
La cerimonia si è conclusa con la scoperta della targa toponomastica da parte del sindaco Gattinoni e di Luigi Galbani, fratello di Pino, dopo la benedizione impartita dal prevosto don Bortolo Uberti. La vicepresidente provinciale dell’ANPI, Patrizia Milani, ha infine ricostruito la storia degli scioperi del 1944 nelle fabbriche.
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