Caro materiali in edilizia

Allerta edilizia a Lecco: rincari materiali ed energia mettono a rischio i cantieri

Il settore delle costruzioni è in crisi a causa dei rincari fino al 70% per il gas e aumenti fino al 50% sui materiali, compromettendo appalti e progetti legati al PNRR.

Allerta edilizia a Lecco: rincari materiali ed energia mettono a rischio i cantieri

“Caro materiali e caro energia si stanno abbattendo sul mondo dell’edilizia, creando una situazione insostenibile”. A dichiararlo è Luca Fabi, presidente di ANCE Lecco Sondrio, che esprime preoccupazione per la situazione attuale del settore delle costruzioni.

Rincari e crisi internazionale

“Le conseguenze della drammatica congiuntura internazionale, in particolare a causa del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, stanno colpendo duramente il settore. Sul fronte energetico, i costi delle utilities, come energia elettrica e gas, sono aumentati notevolmente: il gas è cresciuto del 70% negli ultimi due mesi, mentre il gasolio ha subito un incremento del 28%”, continua Fabi. “In aggiunta, i costi delle materie prime sono aumentati fino al 50% per alcuni materiali, come il bitume, i materiali isolanti e il calcestruzzo. Questa situazione rischia di compromettere la continuità dei cantieri, soprattutto se il conflitto non si risolverà e se non si sbloccherà lo stretto di Hormuz”.

Settori in difficoltà

Tra i comparti più colpiti ci sono le infrastrutture e le pavimentazioni stradali. “Ad aprile, le opere di pavimentazione stradale hanno visto un aumento dei costi di circa il 25% rispetto al mese precedente”, afferma Fabi. “Rincari di questo tipo stanno alterando l’equilibrio economico dei contratti per gli appalti pubblici, rendendo necessari aggiornamenti dei prezzi. Attualmente, le imprese in Lombardia sono impegnate in un importante sforzo per rispettare i tempi previsti degli interventi legati al PNRR. In caso contrario, si temono rallentamenti o sospensioni dei lavori a causa dell’impennata dei costi”.

Richiesta di intervento rapido

“Servono misure rapide”, conclude Fabi, “per evitare che le imprese debbano sostenere da sole gli effetti economici dell’aumento dei prezzi. Sosteniamo quindi la richiesta di ANCE Lombardia di adottare uno strumento fiscale in grado di neutralizzare l’incremento dei costi dei materiali da costruzione, che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi attuale”.