Un colpo al cuore, una voce al telefono che evoca paura e angoscia. Così, in una sola giornata, due truffatori hanno colpito anziani vulnerabili tra Lecco e Como. Tuttavia, la loro fuga è stata breve. Nella giornata di ieri, mercoledì 29 aprile 2026, la Polizia di Stato di Lecco ha arrestato due soggetti appartenenti a gruppi criminali diversi, entrambi coinvolti in truffe perpetrate nello stesso giorno ai danni di persone anziane.
La dinamica delle truffe
L’operazione è scaturita da un flusso costante di segnalazioni alla Sala Operativa della Questura di Lecco durante la mattinata. Sono stati registrati decine di tentativi di truffa con uno schema identico, tutti rivolti a vittime vulnerabili. Il modus operandi era ben collaudato: una telefonata da un numero sconosciuto, un interlocutore che si spacciava per un membro delle Forze dell’ordine, un avvocato o un parente in difficoltà, con una richiesta urgente di denaro o preziosi per “risolvere la situazione”.
La pressione psicologica sulle vittime era immediata. Queste venivano indotte a raccogliere in casa oro, gioielli e contanti, convinte di dover salvare un familiare da conseguenze legali o da un grave incidente. Pochi minuti dopo, un complice si presentava fisicamente alla porta per ritirare il bottino.
Il primo intervento della Polizia
Nel primo caso, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Lecco, in collaborazione con la Squadra Volanti di Como, sono intervenuti dopo che una truffa era già stata consumata ai danni di un’anziana residente a Lecco, che aveva perso diversi monili d’oro e denaro contante.
Dopo aver raccolto la descrizione della sospettata e altri elementi utili, gli agenti hanno ricostruito un dettaglio decisivo: la donna era salita a bordo di un taxi subito dopo il colpo. A quel punto, è iniziato un attento pedinamento e monitoraggio, che ha seguito i suoi spostamenti per chilometri.
Durante il tragitto, la donna ha fatto una sosta in provincia di Como, per poi prendere un secondo taxi diretto verso la stazione ferroviaria del capoluogo. È in quel momento che la Polizia ha deciso di intervenire: la Centrale Operativa è stata allertata e due pattuglie dell’U.P.G.S.P. della Questura di Como hanno bloccato la sospettata.
Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato diversi preziosi e circa duemila euro in contanti, riconducibili ai reati appena commessi. Accertamenti successivi hanno permesso di attribuirle anche un secondo episodio avvenuto a Ponte Lambro, dove un’altra anziana era stata derubata di gioielli e denaro.
La donna, una 31enne originaria della Repubblica Ceca, è stata arrestata. Il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Como è stato informato, e è stata disposta l’associazione in carcere in attesa del rito direttissimo, mentre l’intera refurtiva è stata recuperata.
Un secondo caso di truffa
Nel mentre si concludeva il primo intervento, è giunta una nuova segnalazione alla Questura di Lecco: un’ulteriore truffa era in corso ai danni di un anziano residente in città. Questa volta il copione cambiava solo in apparenza: si trattava della tecnica del “finto carabiniere”, una variante ancora più subdola.
La vittima è stata contattata e informata che la propria auto era stata coinvolta in un reato la notte precedente. Per evitare problemi legali, è stata indotta a pagare una somma di denaro. La pressione era costante, alimentata dalla paura e dall’urgenza.
L’anziano, completamente indotto in errore, ha seguito le istruzioni passo dopo passo: ha prelevato denaro contante, raccolto tutti i gioielli in casa e persino acquistato un lingotto d’oro presso un compro oro locale. Tutto è stato poi consegnato al presunto carabiniere.
Anche in questo caso, la risposta della Polizia è stata immediata. Gli uomini della Squadra Mobile di Lecco hanno avviato un servizio di pedinamento, riuscendo a seguire il sospettato fino a Monza.
Qui, l’uomo è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale: addosso aveva l’intera refurtiva appena sottratta all’anziano.
Si tratta di un italiano originario di Napoli, classe 1960, con diversi precedenti penali. Il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Monza è stato informato, la refurtiva è stata restituita alla vittima, mentre l’uomo è stato arrestato e associato alla casa circondariale di Monza in attesa dell’udienza di convalida.
I due arresti, avvenuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, confermano l’efficacia del dispositivo di contrasto messo in campo dalla Polizia di Stato contro un fenomeno sempre più diffuso e odioso: le truffe agli anziani, basate non sulla forza, ma sulla manipolazione psicologica, sulla paura e sulla fiducia tradita.


