Lecco

Aniello Aliberti: «Per il nuovo campo in erba sintetica, il Lecco anticipa i costi»

Il Comune ha restituito una parte dei fondi per i lavori effettuati tre anni fa: «800mila euro invece di un milione e mezzo»

Aniello Aliberti: «Per il nuovo campo in erba sintetica, il Lecco anticipa i costi»

La Calcio Lecco si farà carico della spesa per il rifacimento del campo in erba sintetica dello stadio Rigamonti Ceppi. «Spero che il Comune mi restituisca l’importo speso», afferma il presidente Aniello Aliberti.

Il confronto con l’Amministrazione di Mauro Gattinoni per il restyling dell’area verde non ha portato a risultati concreti, costringendo Aliberti a prendere una decisione: aspettare l’insediamento della nuova Giunta dopo le elezioni di maggio, con la speranza che accettino di coprire le spese in tempi rapidi, oppure garantire alla squadra di giocare la prossima stagione nel proprio stadio. La seconda opzione sembra più percorribile, considerando che il rischio di un ulteriore ritardo di 12 mesi era elevato.

Aniello Aliberti: «Anticipo i costi o il Lecco giocherà in un altro stadio»

«La situazione è chiara – spiega Aliberti – L’Amministrazione comunale ha comunicato che, essendo entrati in periodo di campagna elettorale, la Giunta può occuparsi solo di atti urgenti e indifferibili. Pertanto, non possono stanziare i 500mila euro necessari per il rifacimento del campo. Le condizioni del manto del Rigamonti Ceppi sono pessime e non posso chiedere a giocatori e tifosi di giocare altrove. La società ha quindi deciso di anticipare i costi, nella speranza che il Comune ce li restituisca».

Il manto sintetico del Rigamonti Ceppi è stato rinnovato otto anni fa e, considerando il tempo trascorso, è ora necessario un nuovo intervento. La durata dell’erba sintetica, in particolare a questi livelli, varia dai sette ai dieci anni, a seconda delle condizioni meteo. Quando piove, l’acqua defluisce lentamente e il campo si trasforma in un pantano. In situazioni di maltempo, la società è costretta a coprire il manto con teli di plastica, che vengono rimossi quando torna il sole, per evitare danni all’erba a causa della condensa.

«Nei mesi scorsi abbiamo consultato tre aziende che hanno confermato la necessità di procedere con il rifacimento», aggiunge Aliberti.

Il manto dello stadio ha già subito interventi straordinari nell’estate 2025, ma ciò non è bastato. «Non abbiamo alternative se non quella di terminare il campionato e avviare i lavori di rifacimento del manto sintetico entro metà giugno», prosegue Aliberti. «La tempistica è dettata dai campionati e, con questa soluzione, il Lecco potrà continuare a giocare al Rigamonti Ceppi anche nella prossima stagione».

In passato, la Calcio Lecco ha già effettuato opere di riqualificazione, con successivo rimborso da parte del Comune, ma ora servono anche altri lavori. «L’urgenza è rappresentata dal manto erboso», afferma Aliberti, «ma sarebbero necessari altri 300mila euro per ristrutturare gli spogliatoi, i servizi igienici e gli uffici, lavori che possono essere posticipati».

Recentemente, l’Amministrazione e la Calcio Lecco hanno raggiunto un accordo riguardo ai costi per gli interventi di adeguamento del Rigamonti Ceppi effettuati nel 2023. Tre anni fa, la tribuna della curva sud è stata riqualificata per un totale di 560mila euro, mentre l’impianto di illuminazione ha richiesto ulteriori 590mila euro. La società ha infine concordato un rimborso con Palazzo Bovara per poco più della metà dell’importo speso.

«Abbiamo accettato una transazione, ma l’importo speso per i lavori era di un milione e 238mila euro più IVA, portando la cifra a un milione e 510mila euro. Alla fine, abbiamo concordato 800mila euro per chiudere la questione. Inizialmente, ci era stato proposto un rimborso di 900mila euro, ma ci hanno detto che per ricevere i soldi immediatamente dovevamo accontentarci di 800mila euro. Di questi, 600mila euro saranno pagati in contante entro il 15 maggio e 200mila tramite compensazione per l’uso dello stadio dal 23 agosto 2027 al 22 agosto 2030», spiega Aliberti.

Aliberti conclude con un tocco di ironia: «Come dice un vecchio proverbio lombardo che ho imparato in questi anni: Piutost che nient, l’è mei piutost».