Un pubblico attento ha partecipato ieri sera a Lecco, all’incontro pubblico intitolato «Impatto Trump: Europa e Italia, i nuovi scenari», che si è svolto lunedì 13 aprile 2026 presso il Centro civico Sandro Pertini. L’evento è stato promosso dal Partito Democratico locale e lombardo, offrendo un’opportunità di confronto sulle trasformazioni in corso nel panorama internazionale, con particolare attenzione agli effetti sulle dinamiche europee e italiane.
Un confronto affollato
Una sala piena ha accolto l’evento «Impatto Trump: Europa e Italia, i nuovi scenari»
Il principale relatore della serata è stato Ferruccio De Bortoli, che ha fornito un’analisi chiara e critica del contesto globale, concentrandosi sul ruolo degli Stati Uniti e sulle implicazioni del ritorno di Donald Trump. «Stiamo vivendo un periodo critico nelle relazioni internazionali – ha dichiarato – e anche all’interno del blocco occidentale si è incrinato un elemento fondamentale: la fiducia tra alleati».
De Bortoli ha avvertito che il rischio più significativo è proprio questo: «Oggi osserviamo un paradosso, dove in alcuni casi altri attori globali risultano più credibili. È un segnale inquietante». Ha poi evidenziato come il cambiamento sia non solo politico, ma anche sociale: «Negli ultimi anni si è amplificato un senso di esclusione. Molti cittadini, sia negli Stati Uniti che in Europa, si sentono trascurati dalla globalizzazione».
Questo malessere, a suo avviso, si riflette nel consenso verso figure come Trump: «Rappresenta un disagio reale, anche se non abbraccia l’intera società americana». Ha quindi richiamato l’Europa a una maggiore responsabilità: «Non può limitarsi a osservare. Deve diventare protagonista, rafforzando la propria unità. È l’unica via per evitare marginalità e impoverimento».
Il punto di vista politico
Silvia Roggiani ha portato un’analisi politica, sottolineando come il consenso attuale sia sempre più legato alle emozioni: «Viviamo in un’epoca in cui la narrazione pesa più delle ideologie e il voto si basa spesso su sentimenti, sia positivi che negativi».
Roggiani ha inoltre toccato il tema della sicurezza e della precarietà: «Le nuove generazioni avvertono un futuro più incerto, il che alimenta una forte domanda di stabilità». Ha osservato anche i cambiamenti nel contesto internazionale e nelle alleanze: «Stiamo assistendo a equilibri instabili, a un sovranismo che si adatta alle convenienze. In questo scenario, l’Europa deve ritrovare la propria coerenza».
Alberto Pagani, docente, ha scelto un approccio diretto, partendo da un’affermazione chiara: «Trump non è un’anomalia, ma il risultato di una parte della società americana. È stato scelto consapevolmente».
Pagani ha sottolineato che il fenomeno affonda le radici in un malessere diffuso: «Esiste una parte della popolazione che si sente arrabbiata e delusa, convinta che in passato le cose andassero meglio». Ha quindi analizzato il successo di uno stile politico non convenzionale: «C’è un metodo in quella che sembra follia. È una comunicazione aggressiva, ma efficace nell’interlocuire con quel segmento di elettorato».
Il docente ha anche messo in guardia sulle possibili conseguenze per gli equilibri internazionali: «Non è solo ciò che Trump fa, ma il messaggio che trasmette. Se ogni alleato inizia a guardarsi intorno, il sistema che abbiamo costruito negli ultimi decenni rischia di indebolirsi».
Pagani ha richiamato il tema delle relazioni tra Europa e Stati Uniti: «Per decenni abbiamo creduto di essere alleati alla pari, ma oggi emergono nuove tensioni. Questo costringe l’Europa a riflettere sul proprio ruolo e sulle proprie capacità».
L’evento, aperto dai saluti del segretario cittadino del PD Fausto Crimella e del sindaco Mauro Gattinoni, è stato introdotto dal consigliere regionale Gian Mario Fragomeli e moderato dal giornalista Stefano Spreafico, che ha guidato il dibattito tra i relatori.
Questo incontro ha dimostrato l’interesse del territorio per le questioni internazionali, sempre più intrecciate con la vita quotidiana e le prospettive future, in un contesto in cui le scelte globali hanno ripercussioni sempre più tangibili anche a livello locale.
