Prevenzione

Primaluna e la prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso

Dal 2024, le Giornate Nazionali di prevenzione della Shaken Baby Syndrome diventeranno un appuntamento annuale in tutto il paese.

Primaluna e la prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso

L’11 e il 12 aprile 2026 si svolgeranno le Giornate Nazionali dedicate alla prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome). Questa iniziativa è promossa dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) e dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP).

La prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso a Primaluna

A Primaluna, presso l’area camper, sarà distribuito materiale informativo per sensibilizzare la comunità su questa forma grave di maltrattamento infantile.

Inoltre, durante le serate dell’11 e del 12 aprile, alcuni edifici saranno illuminati di arancione, il colore scelto per veicolare il messaggio della campagna “NONSCUOTERLO!”.

Dal 2024, le Giornate Nazionali di prevenzione della Shaken Baby Syndrome rappresenteranno un appuntamento fisso su tutto il territorio italiano. L’iniziativa, ideata da SIMEUP e Terre des Hommes, è realizzata in collaborazione con la Rete Ospedaliera per la prevenzione del Maltrattamento infantile, con il supporto di vari partner tra cui SIN e SIP. Durante queste giornate, saranno organizzati infopoint ed eventi nelle piazze e negli ospedali, con centinaia di volontari impegnati a fornire informazioni, distribuire materiali e proporre attività dimostrative, anche attraverso simulatori, per illustrare come prevenire lo scuotimento e le gravi conseguenze che può causare.

La necessità di una maggiore sensibilizzazione su questo tema è evidenziata dai dati: la Sindrome del Bambino Scosso colpisce principalmente i bambini di età inferiore ai 12 mesi, con un’incidenza stimata tra 14,7 e 38,5 casi ogni 100.000 bambini. Il tasso di mortalità varia tra il 25% e il 30%, mentre circa l’80% dei sopravvissuti riporta danni permanenti.

In molti casi, lo scuotimento non è un gesto intenzionale finalizzato a fare del male, ma una reazione impulsiva allo stress, spesso legata a stanchezza, mancanza di sonno e frustrazione per l’incapacità di calmare il pianto del bambino. Inoltre, c’è una scarsa informazione sulla fragilità degli organi nei primi mesi di vita e sulla possibilità che anche pochi secondi di scuotimento possano causare danni gravi e irreversibili.