Zaccaria Mouhib, conosciuto come Baby Gang, è stato posto in un regime di sorveglianza speciale presso il carcere di Busto Arsizio a seguito di un arresto avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 marzo 2026. Questa decisione è stata presa in considerazione di episodi che avrebbero danneggiato la sicurezza del penitenziario e del rischio legato al suo comportamento nei confronti di altri detenuti e del personale.
Tra i fatti segnalati figurano aggressioni e danneggiamenti avvenuti durante la detenzione. In un episodio del 31 marzo, il rapper originario di Calolziocorte avrebbe offeso il personale e tentato di aggredire un agente, evidenziando la pericolosità attribuitagli dalle autorità.
Restrizioni del regime di sorveglianza speciale
Il regime di sorveglianza speciale, della durata di sei mesi, prevede misure restrittive significative: Baby Gang sarà rinchiuso in una cella singola, avrà accesso all’aria aperta solo per due ore al giorno e non potrà partecipare a nessuna attività culturale, sportiva o ricreativa. Inoltre, gli oggetti potenzialmente utilizzabili come armi, inclusi fornellini e televisori, saranno vietati, consentendo solo il minimo indispensabile nella cella: letto, tavolo con sgabello e radio.
Le misure considerano anche materiali pubblicati sui social durante precedenti periodi di detenzione, comprese foto e video del rapper già segnalati alle autorità, per i quali era stato denunciato.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Niccolò Vecchioni, ha presentato ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Milano, sostenendo che il provvedimento si basa su elementi insufficienti e privi di riscontri concreti. Secondo il legale, il decreto non specifica fatti concreti né prove che dimostrino l’influenza su altri detenuti o la reale pericolosità attuale del rapper.
Inoltre, la difesa contesta l’uso della sorveglianza speciale come strumento punitivo, evidenziando la mancanza di argomentazioni chiare e l’assenza di un rischio effettivo per la sicurezza dell’istituto.
Questa situazione si colloca all’interno del percorso legale di Baby Gang, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Lecco per accuse relative al possesso di armi e altri reati, compresi maltrattamenti.