Il Consiglio comunale di Lecco, riunito a Palazzo Bovara il 30 marzo 2026, ha vissuto uno dei suoi momenti più accesi attorno al punto 4 dell’ordine del giorno, relativo al futuro del centro sportivo Bione. La discussione ha generato un intenso confronto tra i membri del Consiglio.
L’emendamento unico, presentato da Lorella Cesana (Lecco Ideale) e sostenuto da Emilio Minuzzo (Fratelli d’Italia), ha aperto il dibattito. Il documento, arrivato con pareri tecnici e contabili sfavorevoli, è stato distribuito ai consiglieri pochi minuti prima della seduta. «Ho bisogno di leggerli – ha dichiarato Cesana – sono arrivati alle 17.47», richiedendo una sospensione di 15 minuti per esaminare il materiale.
Il progetto di rilancio del Bione
Successivamente, l’assessore allo Sport Emanuele Torri ha presentato la delibera, illustrando il percorso iniziato nel 2021 e culminato nel 2025 con una proposta di partenariato pubblico-privato. «Portiamo in Consiglio una proposta significativa, frutto di anni di lavoro, che prevede la riqualificazione complessiva del Bione», ha affermato Torri, descrivendo un progetto da oltre 26 milioni di euro per nuove piscine, palestre, campi sportivi e il miglioramento delle strutture esistenti.
Riguardo l’emendamento, Cesana ha chiesto maggiore chiarezza: «Dobbiamo definire l’interesse pubblico. Il Bione deve essere un centro sportivo, non un’area eventi». Ha richiesto inoltre che vengano inclusi i rilievi dei consulenti e che si dimostri la sostenibilità dell’operazione, specificando di non chiedere nuove risorse ma che il privato adatti le proprie proposte alle esigenze del Comune.
L’emendamento ha trovato supporto tra le opposizioni. Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) ha espresso il suo sostegno, avvertendo che si rischia di approvare una misura propagandistica. Anche Minuzzo ha sottolineato l’importanza dell’emendamento, evidenziando il ruolo del Comune come garante. Tuttavia, la maggioranza ha respinto la proposta.
Il dibattito sulla delibera è poi proseguito. Valsecchi, pur favorevole all’emendamento, ha criticato la delibera, affermando: «State iniziando e chiudendo la consiliatura con arroganza. Questo non è un vero partenariato pubblico-privato». Ha aggiunto: «Se dobbiamo investire 33 milioni su 34, allora facciamolo direttamente noi e affidiamolo alle società sportive».
Anche Minuzzo ha espresso forti critiche, notando che a 45 giorni dalle elezioni, le tempistiche sono problematiche: «Attendiamo la prossima amministrazione».
Altri consiglieri hanno manifestato perplessità. Giovambattista Caravia (Gruppo Misto) ha evidenziato la mancanza di una visione complessiva per il centro sportivo, mentre Alberto Anghileri (Con la Sinistra cambia Lecco) ha invitato alla cautela: «Non stiamo discutendo un progetto, ma un’idea. Oggi diamo solo un semaforo verde a ciò che potrebbe diventare un progetto».
Il consigliere Giovanni Tagliaferri (Orizzonte per Lecco) ha sollevato domande sui tempi: «Perché approvare oggi l’interesse pubblico e non tra due mesi? La città è divisa e il progetto è ancora embrionale».
Dall’altra parte, Andrea Frigerio (Gruppo Misto) ha descritto la delibera come un passaggio necessario: «È la fine e l’inizio di un lungo percorso. Finalmente c’è una proposta organica, attesa da anni». Ha precisato che non si tratta di un progetto definitivo, ma che consente di avviare un’idea concreta da sviluppare.
Anche Saulo Sangalli (Fattore Lecco) ha condiviso questa visione, sottolineando che il progetto è in evoluzione e richiederà ulteriori passaggi, ma non è più sostenibile continuare con interventi temporanei.
Pietro Regazzoni (PD) ha difeso la scelta dell’amministrazione, affermando che ci sono 10 milioni disponibili nel bilancio e che il centro sportivo è una priorità per la città, negando motivazioni elettorali.
In contrasto, Stefano Parolari (Lega Lombarda) ha dichiarato: «Stiamo avviando un’operazione su un tema che non è ancora chiaramente di interesse pubblico. Sarebbe necessaria un’istruttoria più approfondita».
Infine, l’assessore Emanuele Torri ha difeso il lavoro svolto, dichiarando: «Dal 2021 stiamo lavorando su questo tema, coinvolgendo le associazioni sportive e costruendo un quadro esigenziale. Affermare che non sono state ascoltate è scorretto». Torri ha concluso affermando che il progetto garantisce continuità all’attività sportiva e offre nuove opportunità di aggregazione.
Al momento della votazione, la situazione si è ulteriormente polarizzata: la Lega si è astenuta, mentre i gruppi critici – tra cui Orizzonte per Lecco, Lecco Ideale e Fratelli d’Italia – hanno abbandonato l’aula, scegliendo di non partecipare al voto.
Nonostante ciò, la delibera è stata approvata e dichiarata immediatamente esecutiva: un primo passo che avvia un lungo percorso, mantenendo vivo un acceso dibattito politico ancora irrisolto.