Un rischio da non sottovalutare

Incontro sulla questione del Radon in Comunità Montana

Focus su salute e edilizia nel territorio

Incontro sulla questione del Radon in Comunità Montana

Il radon è un pericolo invisibile, capace di infiltrarsi negli edifici senza manifestarsi visibilmente, ma con conseguenze tangibili per la salute umana. Questo è stato il tema centrale dell’incontro tenutosi venerdì sera, 27 marzo, nella sala dedicata all’ingegner Pietro Pensa.

Un incontro per analizzare il radon

L’evento, mirato a discutere i rischi e le possibili misure di prevenzione legate alla presenza di questo gas nel territorio, è stato promosso dalla Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera, in collaborazione con gli ordini professionali degli ingegneri e dei geologi lombardi e il collegio dei geometri lecchesi. Hanno supportato l’iniziativa anche la Provincia di Lecco, UNITEL e l’Associazione Libere Professioni.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Adriano Alderighi, seguito dagli interventi istituzionali del sottosegretario regionale Mauro Piazza, della presidente della Provincia Alessandra Hofmann e del presidente della Comunità Montana Fabio Canepari.

Il coordinamento dei vari contributi tecnici è stato affidato all’ingegner Federico Invernizzi, assessore a Pasturo. L’ingegner Federica Fagioli ha aperto la discussione, chiarendo la natura e il comportamento del radon, un gas naturale incolore e inodore che tende a accumularsi negli spazi chiusi, rappresentando così un significativo fattore di rischio per la salute negli ambienti indoor.

Nella seconda parte dell’incontro, la dottoressa Giulia De Feo e il tecnico della prevenzione Maurizio Leuzzo di Ats Brianza hanno presentato le implicazioni sanitarie e il quadro normativo, evidenziando anche l’effetto combinato del radon con altri fattori di rischio, come il fumo.

Rosella Rusconi di Arpa Lombardia ha fornito dati e analisi specifiche per il territorio, illustrando le attività di monitoraggio regionale e la mappatura delle aree più vulnerabili, con particolare attenzione alla Valsassina. L’aspetto geologico è stato approfondito da Andrea Gritti, che ha discusso come le caratteristiche del suolo possano influire sulla presenza di questo gas.

Il professor Graziano Salvalai ha poi esaminato le problematiche legate alla gestione del radon nel settore edilizio, soprattutto in relazione agli interventi di riqualificazione energetica.

In chiusura, Federica Fagioli ha presentato strumenti e strategie per affrontare il problema del radon, partendo dalla fase di misurazione — da pianificare in funzione degli obiettivi — fino alle azioni di mitigazione, applicabili sia per le nuove costruzioni che per gli edifici esistenti.

Fabio Canepari ha concluso l’incontro, sottolineando l’importanza dell’iniziativa come momento di aggiornamento e confronto, fondamentale per accrescere l’attenzione su un tema che avrà un impatto crescente sulla qualità degli ambienti abitativi.