Immersa in un parco di circa 13.000 metri quadrati, Villa Pozzi è una dimora seicentesca situata nel centro di Garlate, a breve distanza dal Municipio. Questo complesso di 2.447 metri quadrati si sviluppa su due piani e comprende 24 camere, 17 bagni e ampi saloni, il tutto arricchito da un campo da tennis e un suggestivo lago privato. Conosciuta in passato come Villa Gadda, la villa è un tesoro di cultura e arte, con interni decorati dai capolavori di Cherubino Cornienti, tra cui un ciclo di affreschi dedicato a Prometeo.
Il progetto di trasformazione in boutique hotel
La proprietà sta portando avanti un ambizioso progetto di trasformazione della villa in un boutique hotel, mirato a offrire un’accoglienza di lusso e servizi personalizzati. Attualmente, due gruppi alberghieri di alto profilo hanno manifestato interesse per l’iniziativa. Il progetto ha già ricevuto un parere preliminare positivo dalla Soprintendenza delle Belle Arti e ora dovrà passare all’approvazione del Consiglio comunale dopo la redazione di un piano attuativo.
«L’intervento sarà di tipo conservativo – spiega il sindaco Giuseppe Conti – le stanze interne non subiranno stravolgimenti significativi e non ci saranno modifiche sostanziali alle strutture esterne. L’elemento più rilevante sarà la creazione di una spa sotterranea con la relativa cupola». Le bozze degli interventi, come sottolineato dal sindaco, sono già molto dettagliate.
Il Comune di Garlate beneficerà notevolmente dall’operazione, sia in termini di prestigio che per la prevista riqualificazione delle dipendenze della villa, le abitazioni affacciate sulla centrale via Manzoni.
«Accogliamo positivamente questi interventi – prosegue Conti – poiché contribuiranno alla riqualificazione di alloggi, per lo più attualmente disabitati, in una delle principali vie del nostro centro storico». Secondo un cronoprogramma preliminare, la proprietà punta a ottenere le necessarie autorizzazioni entro la fine dell’estate, con l’intenzione di avviare i lavori tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Simone Caprinali

