Un tempo, quelle stanze raccontavano una storia di illegalità e degrado.
Oggi, invece, si preparano ad accogliere coloro che si dedicano alla cura degli altri.
A Lecco, in via Bainsizza 48, un immobile confiscato alla criminalità organizzata si trasforma in uno spazio di accoglienza e solidarietà, segnando un passo significativo dalla cultura dell’illegalità a quella dell’impegno civico.
Rinasce l’immobile di via Bainsizza
La presentazione del progetto di riutilizzo sociale si è svolta oggi, sabato 21 marzo 2026, in concomitanza con la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, all’interno dell’edificio, ormai quasi completato dopo i lavori di ristrutturazione iniziati lo scorso anno.
Promosso dal Comune di Lecco in collaborazione con Asst Lecco, il progetto prevede di destinare l’immobile all’ospitalità temporanea di personale tecnico e sanitario e alla promozione di attività di volontariato. La struttura potrà ospitare da quattro a sei persone, per periodi compresi tra sei e dodici mesi, offrendo soluzioni abitative a costi contenuti rispetto al mercato locale.

«L’iniziativa è stata realizzata in accordo con le istituzioni», ha affermato il sindaco Mauro Gattinoni. «L’immobile è in ottimo stato, dispone di molte stanze ed è quasi pronto ad accogliere i giovani che ne avranno bisogno. A Lecco, c’è una carenza di personale tecnico sanitario, e questo spazio è destinato proprio a loro.»
Il sindaco ha anche espresso la speranza che, grazie a un prezzo accessibile, i giovani lavoratori possano stabilirsi temporaneamente nell’appartamento, condividendo l’esperienza con coetanei, per poi trovare un alloggio definitivo nella zona. «È la prima volta che realizziamo un progetto di questo tipo, auspichiamo risultati positivi», ha concluso.
Asst Lecco ha accolto con favore l’iniziativa. «Abbiamo recepito con sorpresa la proposta del Comune, ma anche con grande determinazione», ha dichiarato il direttore generale dell’associazione Marco Trivelli. «Questo progetto è interamente orientato alla vita. Tra le condizioni della collaborazione, c’è quella di garantire al nostro personale alloggi a prezzi contenuti rispetto al mercato cittadino. Ringrazio il Comune per l’innovativa gestione dei beni e le forze dell’ordine, poiché questo risultato è frutto del loro impegno.»

Un messaggio simbolico forte è stato sottolineato anche dal prefetto Paolo Ponta: «A Lecco dobbiamo mantenerci vigili, poiché la mafia si infiltra in modo subdolo. Oggi celebriamo una vittoria dello Stato: in questo luogo, dove prima la criminalità era all’ordine del giorno, arriveranno lavoratori onesti dediti alla cura degli altri. Vogliamo facilitare l’arrivo in città di chi inizia una nuova vita, per poi sostenerli nel radicarsi nel territorio.»
«Per noi è un momento significativo», ha aggiunto l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni. «Restituiamo alla comunità questo spazio attraverso una scelta condivisa. Non vogliamo solo fornire un appartamento accessibile, ma anche permettere agli individui di scoprire la città e stabilizzarsi.»
Alla presentazione erano presenti rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali, tra cui il Questore di Lecco Stefania Marrazzo, il colonnello Nicola Melidonis, comandante provinciale dei carabinieri, e il presidente dell’Opi Lecco Fabio Fedeli. Così, il Comune ha avviato un progetto che coniuga legalità e welfare, trasformando un bene sottratto alla mafia in una risorsa concreta per la comunità. Un cambiamento significativo, che restituisce valore a un luogo e lo reintegra completamente nella città.
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