La discussione sulla riqualificazione del Bione, progetto che coinvolge un investimento di oltre 25 milioni di euro, è stata rinviata a martedì 25 marzo 2026. La conferma è arrivata durante la commissione congiunta I – II – IV, che ha analizzato la Proposta di Partenariato Pubblico-Privato riguardante la progettazione esecutiva, la manutenzione e la gestione del centro sportivo comunale.
La proposta, presentata da una cordata che include Intesa Costruzioni Srl, Italgreen Spa, In Sport Srl SSD e Sport Plus Srl SSD, ha sollevato dubbi tra i cittadini e alcune associazioni sportive. Recentemente, Alberto Varni ha avviato una petizione contro il progetto, raccogliendo oltre 1.000 firme.
Il progetto e le sue implicazioni
Durante la commissione, presieduta da Alberto Nigriello, il segretario Francesco Bergamelli ha delineato la situazione attuale. “Il progetto, inquadrato nel Decreto Stadi, prevede procedure semplificate per gli investimenti privati. Tuttavia, è necessario seguire anche il Codice degli Appalti”, ha chiarito Bergamelli. La proposta è stata presentata nell’aprile 2025 e il Comune ha già pubblicato un avviso per raccogliere altre proposte il 12 dicembre 2025.
La conferenza dei servizi preliminare, convocata a gennaio 2026, è ancora in corso. La decisione finale spetterà al Consiglio Comunale, data la rilevanza economica dell’intervento, che prevede un piano di ammortamento di 22 anni. In caso di approvazione, si procederà a una seconda conferenza decisoria.
Il Comune di Lecco ha coinvolto due esperti per supportare il procedimento: l’avvocato Paola Roullet e il commercialista Fabrizio Robbiano. Roullet ha messo in evidenza alcune criticità giuridiche, mentre Robbiano ha analizzato la sostenibilità economica del progetto. “Nella delibera che il Consiglio comunale esaminerà il 30 marzo, sono previste prescrizioni per l’eventuale partner privato”, ha dichiarato Robbiano.

Robbiano ha illustrato i pro e i contro dell’operazione, evidenziando che si tratta di un partenariato pubblico-privato complesso, composto da due sotto-operazioni. Il primo lotto prevede un investimento di 24 milioni di euro per le strutture, mentre il secondo lotto, che comprende campi da padel e da beach, ammonta a 1.384.000 euro. “I flussi finanziari del partenariato risultano superiori di circa un milione di euro rispetto a un appalto tradizionale”, ha spiegato Robbiano, aggiungendo che il rischio ricade in gran parte sul Comune.

Passando al piano giuridico, Roullet ha sottolineato che “la bozza di convenzione presenta criticità da correggere”. In particolare, ha evidenziato la necessità di stabilire meccanismi di controllo e monitoraggio efficaci, affinché il Comune possa intervenire in caso di inadempienze da parte dell’operatore.
Le opposizioni, rappresentate da figure come il consigliere Corrado Valsecchi, hanno già espresso forti perplessità. “Ci sono criticità economiche e di responsabilità in solido che non possono essere trascurate”, ha affermato Valsecchi. Anche Lorella Cesana ha sottolineato l’importanza di consultare le associazioni sportive e di non affrettare la decisione, mentre Simone Brigatti ha definito l’operazione rischiosa a causa dell’attuale contesto economico.

L’assessore allo Sport, Emanuele Torri, ha chiarito che la Giunta Gattinoni sta lavorando su prescrizioni fondamentali per il progetto, aggiornando il piano economico-finanziario. “Abbiamo ascoltato le associazioni sportive e stiamo inserendo le loro richieste”, ha affermato Torri.
Nonostante le modifiche apportate, il futuro del progetto resta incerto. La decisione finale del Consiglio comunale sarà cruciale, e ulteriori chiarimenti o modifiche potrebbero ulteriormente ritardare le tempistiche previste.
