Il colore della maglia è tutto

La Calcio Lecco affronta il razzismo con “È tutto in gioco”

Al Rigamonti-Ceppi una mostra racconta storie di coraggio e valori universali attraverso il calcio

La Calcio Lecco affronta il razzismo con “È tutto in gioco”

All’interno dello stadio Rigamonti-Ceppi, la Calcio Lecco ha inaugurato una mostra che celebra storie di coraggio e valori universali. L’esposizione, dal titolo “È tutto in gioco”, è un viaggio attraverso le esperienze di coloro che hanno lottato contro il razzismo, utilizzando il calcio come mezzo di cambiamento. Presentata il 16 marzo 2026, la mostra è parte della XXII edizione della Settimana di Azione contro il Razzismo, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, in collaborazione con l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

La maglia indossata dai giocatori del Lecco durante il prepartita contro il Novara

La mostra affronta il tema del razzismo nello sport, presentando storie, eventi e figure emblematiche, con un focus particolare su Nelson Mandela, il quale ha usato lo sport come strumento di riconciliazione in Sudafrica. Vengono messi in evidenza anche atleti, sia italiani che internazionali, che hanno fronteggiato il razzismo, insieme a episodi significativi, sia passati che recenti.

L’esposizione invita a riflettere sul valore sociale dello sport come mezzo di emancipazione e dialogo, enfatizzando l’importanza dello sport di base nella costruzione di comunità inclusive.

La mostra è dedicata a Mauro Valeri, sociologo e attivista, la cui ricerca ha contribuito a una migliore comprensione del razzismo nello sport.

“È tutto in gioco” è il risultato del lavoro congiunto di un consorzio di organizzazioni, tra cui il Centro Benny Nato Antirazzista e sui Rapporti Italia–Sudafrica, insieme ad ACLI, UISP, ARCS e FORUM SAD. Queste realtà sono anche promotrici del progetto “Città con Mandela”, inserito nel calendario della Settimana d’Azione contro il Razzismo.

Alla presentazione, che si è svolta presso la sede bluceleste di via Don Pozzi, sono intervenuti il consigliere comunale Corrado Valsecchi e l’assessore allo sport del Comune di Lecco Emanuele Torri.

Virna Bonfanti, team manager della Calcio Lecco 1912, ha aperto l’evento sottolineando l’importanza di promuovere valori di inclusione e rispetto attraverso lo sport. “La finalità è utilizzare lo sport per fare del bene – ha dichiarato – il progetto è aperto e mira a coinvolgere diversi interlocutori, affinché il calcio, a partire dalla nostra squadra, unisca le persone e trasmetta questi valori fin dai più giovani”.

La mostra è curata dalla dottoressa Raffaella Chiodo Karpinsky, già membro del Coordinamento Nazionale Antiapartheid, che ha guidato i visitatori in un’immersione nella storia del rapporto tra sport e razzismo.

“Fare memoria è fondamentale – ha dichiarato Chiodo Karpinsky – non solo per onorare Mandela, ma anche per riconoscere l’esistenza del razzismo, che si manifesta anche in contesti quotidiani, come nei campetti di calcio. È essenziale lavorare ogni giorno per trasmettere certi valori. Lo sport ha un potere universale: può costruire dialogo e superare barriere. Mandela lo sapeva bene, utilizzando lo sport come strumento di riconciliazione dopo l’apartheid”.

Raffaella Chiodo Karpinsky

Durante l’incontro, Corrado Valsecchi ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa: “Questa mostra rappresenta un’opportunità per rafforzare il legame tra sport e tifosi, e per promuovere valori di rispetto e comunità. Ringrazio le associazioni presenti per il loro impegno”.

Torri, Valsecchi e Bonfanti

L’assessore Emanuele Torri ha aggiunto: “Ringrazio la Calcio Lecco per aver intrapreso questo progetto, che rappresenta un’opportunità per affrontare problemi attuali. Lo sport è un veicolo di messaggi positivi e un mezzo educativo. Questo percorso è solo l’inizio di un cammino lungo e significativo”.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione, mirato a rafforzare il ruolo dello sport come strumento di inclusione, dialogo e contrasto a ogni forma di discriminazione.

Mario Stojanovic