Il lunedì 9 marzo 2026 dalle 10 alle 11, si svolgerà un presidio in Corso Promessi Sposi, di fronte alla Prefettura di Lecco. L’iniziativa, promossa dalla Tavola Lecchese per la Pace, si propone di esprimere una ferma condanna contro il recente attacco di Israele e degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran, definito dal coordinamento come “completamente illegale, insensato e ingiustificabile”. La Tavola accusa questo atto di essere “un nuovo passo folle verso la terza guerra mondiale, che si sta espandendo nell’impunità e nel silenzio generale”.
Principi di Pace e Legalità
Richiamando i principi fondamentali della Costituzione italiana e del diritto internazionale, è stato ribadito che “chi non ripudia la guerra – ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite – è fuori legge”.
I membri della Tavola Lecchese per la Pace evidenziano come questa nuova escalation rappresenti “l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale”, configurandosi come un atto di aggressione secondo la Carta delle Nazioni Unite e violando il principio che impone agli Stati di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza nelle relazioni internazionali.
Inoltre, la Tavola denuncia il contesto complessivo delle guerre in atto, sottolineando come tali dinamiche confermino “la volontà di imporre la legge della forza sulla forza della legge”.
Per questo motivo, si chiede che “chi ha sferrato questa nuova guerra risponda dei crimini che sta commettendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna, è complice”. Si sollecita l’intervento della Corte penale internazionale e si richiede al Governo italiano e all’Unione Europea di dissociarsi dall’escalation, chiedendo la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e di vietare l’utilizzo di basi e infrastrutture nazionali per operazioni militari legate al conflitto.
La Tavola Lecchese per la Pace esprime anche solidarietà al popolo iraniano, affermando che la comunità internazionale deve contrastare ogni regime autoritario “con gli strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale”.
Il presidio di lunedì intende quindi lanciare un messaggio chiaro: “Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie”.