Ieri sera Alex Honnold, il climber americano che ha stupito il mondo con i suoi free-solo, ha letteralmente riempito il palazzetto dello sport di Barzanò.

Alex Honnold

Una vera folla infatti è accorsa per ascoltare lo sportivo di 31 anni che è un vero e proprio leader nella disciplina di arrampicata solitaria senza assicurazione. Protagonista della serata è stata la scalata compiuta da Honnold il 3 giugno 2017. Si è trattato della  prima free-solo sulla via “Freerider” del Nose a El Capitan, sulla più famosa big wall del mondo. Tempoincredibile  per il climber che ha scalato in 3 ore e 56’ minuti. Qualcuno ha detto che la sua impresa è stata “come lo sbarco sulla luna” per l’alpinismo.

La scalata più grande

“E’ probabilmente la più grande scalata della mia vita” ha detto lo scalatore. “Ma non chiedetemi quanto ho rischiato o se ho avuto paura. Ognuno ha una sua “comfort zone” dove si sente sicuro e se ho compiuto questa scalata è perché me la sentivo. Ciò che differenzia la mia “zona di sicurezza” da quella di altri è il grado di preparazione, l’allenamento e il percorso che ho fatto prima di tentare una cosa del genere. Quando salgo in free-solo, conosco a memoria i movimenti di alcuni tiri, la mente è sgombra e ciò che conta è solo la sensazione sulla roccia”.

Protagonista sul grande schermo

Honnold ha dedicato la serata a spiegare in che modo è arrivato a questa incredibile scalata. Ha parlato delle sue scalate precedenti in free-solo, dei tentativi fatti su Freeride prima della stagione invernale compreso quello concluso con una brutta caduta, della pressione psicologica dovuta alla troupe che seguiva la sua salita per ricavarne un film.
Honnold è un personaggio noto anche per i numerosi film di cui è stato protagonista, tra cui ‘Alone on the Wall’, nominato agli Emmy. Ha fondato un’organizzazione ambientale no-profit, la Honnold Foundation, con cui finanzia numerosi progetti, prevalentemente legati all’utilizzo dell’energia solare nelle zone povere del mondo.

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Pubblico incantato

Enorme l’entusiasmo del pubblico, che ha seguito i suoi racconti con stupore e applausi scroscianti. Moltissimi i giovani presenti in sala, venuti anche da molto lontano per questo eccezionale incontro in Italia con il climber americano che ha richiamato anche importanti rappresentanti della stampa nazionale.

Il dono

“Dopo questo risultato ho preso una pausa – ha confessato Honnold -. Devo riappropriarmi della mia vita, che negli ultimi mesi tra la preparazione di El Capitan, la salita e tutto ciò che ne è seguito, ho lasciato un po’da parte. Ma ho tonnellate di progetti, sto valutando cose difficili, ma devo ancora trovare l’ispirazione giusta”.
In chiusura è salito sul palco Sergio Longoni, patron di DF Sport Specialist, che ha donato ad Alex Honnold una piccozza e dei ramponi dorati e ringraziato Luca Calvi per la preziosa collaborazione come traduttore ed interprete.