Altro che cantiere (indubbiamente) infinito. La Lecco-Bergamo sta ormai diventando fonte di polemiche infinite con continui “battibecchi” e repliche tra partiti a suon di comunicati stampa e dichiarazioni. L’ultima puntata della “telenovela” è firmata dalla Lega Nord che “risponde” alle critiche sollevate qualche giorno fa in particolare dall’assessore Bolognini del Comune di Lecco. La titolare dell’assessorato all’urbanistica di Pallazzo Bovara infatti non aveva nascosto perplessità sull’opportunità della manifestazione promossa dal Carroccio a Chiuso.

Lecco-Bergamo

“E’ inutile che sulla Lecco-Bergamo gli amministratori lecchesi del PD e i Fondatori di Appello per Lecco cerchino di ridicolizzare il flash mob della Lega Nord” sottolinenano ora in coro il senatore Paolo Arrigoni, il consigliere regionale Antonello Formenti, il capogruppo in consiglio provinciale Stefano Simonetti ed il segretario provinciale Flavio Nogara. “I fatti di questi anni sono più forti della polvere che alzano per tentare di confondere la gente”.

Patto per la Lombardia

Gli esponenti della Lega mettono inoltre i puntini sulle i anche sui fondi regionali destinati recentemente alla variante alla ex SS 639 nei comuni di Lecco, Vercurago e Calolziocorte. “Innanzitutto precisiamo che i soldi del Patto per la Regione Lombardia erano destinati al territorio lecchese e non al solo comune di Lecco. Brivio, Polano e Valsecchi non si fregino dunque di sacrifici e rinunce di risorse che solo nella loro fantasia spettavano esclusivamente al capoluogo” si legge nella nota della Laega. “Dei 9 milioni assegnati dal Pirellone poi, ‘solo’ 3 sono risorse del Patto, che tutte le forze politiche hanno ritenuto importante dirottare sul lotto ‘San Gerolamo’ fermo al palo, quale priorità assoluta del territorio. Gli altri 6 milioni, stanziati grazie ad un emendamento di Formenti e approvato a luglio con l’assestamento di bilancio, sono risorse aggiuntive che confermano la volontà di chi governa oggi il Pirellone di riconoscere di grande interesse regionale la riqualificazione della Lecco-Bergamo”.

Le recriminazioni della Lega

La lega poi sottilinea le mancanze dello Stato  a partire dalla “bocciatura in Senato, lo scorso 29 novembre, di un nostro emendamento che chiedeva in legge di bilancio lo stanziamento dei milioni mancanti”. E ancora ” Un secondo schiaffo è arrivato dalla Camera dei Deputati in queste ultime ore, perché Governo e maggioranza a traino PD hanno affossato un analogo emendamento, condannando così il cantiere dei lavori a rimanere bloccato ancora per altro tempo.”

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La promessa

“La Lega determinata continuerà a mantenere alta l’attenzione e proseguirà l’impegno per la conclusione dell’opera, indispensabile per lo sviluppo infrastrutturale del territorio. Lo dobbiamo ai nostri cittadini, al nostro sistema economico locale e ai residenti di Chiuso che da troppi anni convivono con un cantiere”.

Il Comitato

E propri i cittadini di Chiuso, o per la precisione i membri del Comitato Chiuso, in questi giorni hanno voluto chiarire la propria posizione, proprio per evitare eventuali stumentalizzazioni politiche. Ecco quanto pubblicato dal gruppo su Facebbok.

“Il Comitato di Chiuso, come più volte ribadito, è da sempre una realtà apartitica. Noi abbiamo come unico interesse “l’obiettivo”, quello su cui focalizziamo la nostra costante attenzione. Non ci importa chi sia il responsabile di questo disastro. Non ci importa il colore politico del responsabile, anche perché di certo non sarà un solo colore ma un intero arcobaleno. Abbiamo presenziato al flash mob della Lega Nord e saremo presenti ogni qualvolta i riflettori punteranno sulla Lecco-Bergamo. Fossero luci di destra, centro o sinistra…. a noi le manovre elettorali non interessano. A noi premono risposte reali e fatti concreti, a prescindere da ogni sciocchezza politica che spesso, come in questo caso, muove solo aria”.

La riqualificazione dell’area

Soldi, investimenti, responsabilità… tutte cose che per i residenti passano amaramente in secondo piano rispetto ad un rione lecchese deturpato. “A Noi abitanti di Chiuso che si trovino i soldi per iniziare il traforo e’ una questione che alla fine ci riguarda poco e per la quale abbiamo una forza ininfluente, noi sollecitiamo le istituzioni per la riqualificazione dell’area come promesso, in modo da ricominciare a vivere come un quartiere normale, se di soldi adesso ne mancano solo 9 milioni su 120 circa stimati, la parte finanziaria per completare quanto promesso dovrebbe essere disponibile….o no? Questa è la prima delle risposte che ci aspettiamo, grazie Natale”.