A pochi mesi dall’election day anche Virginio Brivio interviene sul tema. Ecco quindi le riflessioni del sindaco di Lecco sulle prossime elezioni

Elezioni 2018

Pubblichiamo integralmente l’intervento di Virginio Brivio

La data del 4 marzo e della duplice consultazione regionale e nazionale ha innescato, comprensibilmente, fibrillazioni tra le forze politiche e tra gli aspiranti candidati che tornano sul proscenio magari dopo temporanee eclissi.Il Comune di Lecco è fuori dai giochi, ma è dentro i problemi, perciò guarda a queste elezioni con spirito “urbano”, cioè badando agli interessi della città e dei lecchesi.

Riportare la politica all’attenzione del popolo

La partita consumerà scarpe e promesse e tuttavia sarà l’occasione utile per cercare di riportare la politica all’attenzione del popolo degli elettori e di sottrarla all’egemonia dei talk-show. Ma c’è una posizione che il Comune intende occupare in questa fase: è quella di osservare e ascoltare, di sentire dalla viva voce dei candidati e dei partiti il programma e gli impegni per il territorio al netto delle bandiere. Checché se ne dica, l’Amministrazione comunale ha davanti un enorme ventaglio di opere da portare a termine, come indicato anche nel bilancio di previsione 2018/2020 (che stiamo per approvare) attuativo delle linee programmatiche triennali approvate lo scorso settembre.

Il ruolo di Stato e Regione

Tra queste voci ve ne sono alcune che chiamano direttamente in causa i livelli di governo superiori. Siccome siamo abbastanza vecchi del mestiere per distinguere tra promesse, buone intenzioni e impegni concreti, siamo interessati a capire come gli eventuali eletti vorranno affrontare le questioni aperte che riguardano Lecco e il territorio. I generici impegni e le liste della spesa lasciano il tempo che trovano. Perché dalla “Lecco-Bergamo” in giù è la “strada” dei fatti a decidere se si è percorso la via giusta oppure se Lecco debba finire in un vicolo cieco.

Il voto, un impegno civico

E’ l’occasione davvero per convincere i cittadini a uno sforzo civico, che si fatica a chiamare dovere, per recarsi alle urne. Va da sé che in queste settimane si assisterà alla giostra del tutto e del suo contrario e perciò una volta di più, concretezza e fattibilità diventeranno categorie decisive per evitare un voto appeso a un acronimo, a una sigla più o meno conosciuta, perché seguendo questo andazzo la scelta rischierebbe di diventare un’arlecchinata!

#cambiostile

E a proposito di campagna elettorale, ho sottoscritto insieme a ministri, parlamentari e politici la campagna #cambiostile, un manifesto attraverso il quale ognuno di noi si impegna a non utilizzare parole ostili e a non diffondere fakenews. Ogni schieramento e ogni rappresentante è chiamato a illustrare nel merito i contenuti della propria proposta senza essere scorretto e verbalmente violento. L’iniziativa è promossa dall’associazione Parole O_Stili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo.