Correranno  in appoggio di Giorgio Gori governatore della Lombardia, “il candidato più europeista tra tutti”. Stamattina i quattro radicali che compongono la quaterna lecchese di + Europa con Emma Bonino  si sono presentati.

Dalla parte di Gori candidato europeista

La raccolta delle 9mila firme necessarie per la presentazione della lista è tuttora in corso. E c’è tempo solo fino a sabato mattina. “Il Pd sta dando una mano” rassicura Luca Perego, segretario dei Radicali di Lecco. Nel frattempo, stamane, martedì, ospite del locale circolo Dem in via Calloni a Rancio, è avvenuta la presentazione ufficiale della quaterna lecchese schierata da +Europa con Emma Bonino per la corsa al governo di Regione Lombardia. Presente alla  conferenza stampa Marco Cappato, leader dei radicali in Lombardia, esponente dell’associazione Luca Coscioni.

“Appoggiamo Gori perché ha dimostrato di essere vicino alle nostre battaglie e perché riteniamo sia un candidato adeguato” ha dichiarato in premessa Perego, affiancato da Luca Monti candidato di + Europa nel collegio comasco. Un appoggio “a prescindere” ha poi precisato, “sia che si raggiungano, sia che non si raggiungano le firme necessarie per una nostra lista”.

Più referendum, più democrazia

La prima battaglia dei radicali sarà  quella di proporre  “riforme per l’estensione degli strumenti di partecipazione democratica a livello locale”. Lo strumento è il referendum, penalizzato dalle 300mila firme che occorrono per poterne indire uno a livello regionale. Per i referendum nazionali ce ne vogliono 500mila. “La sproporzione – sottolineano i radicali – è evidente”.  Il modello positivo di riferimento citato da Cappato  è la Svizzera. Probabilmente l’unica cosa in comune con i leghisti. Dopo il ravvedimento del M5S di Di Maio sull’Europa, il Carroccio di Salvini resta l’antagonista da battere ad ogni costo.

Lavoro e sanità

Lavoro e salute. Questi i temi cardine nel programma di +Europa. Occorre confrontare quel che ha fatto e può fare la Regione a fronte di quello che chiede l’Europa. “Ci sono budget europei stanziati a sostegno del lavoro e della sanità. Il Governo Maroni se ne è avvalso, eppure i leghisti parlano male dell’Europa” ha accusato Luca Monti. Ricordando che la Lombardia è la regione che più ha utilizzato (all’80%) il fondo Garanzia Giovani prima che questo si bloccasse lo scorso maggio “per ragioni formali”.

Sergio De Muro

Sergio De Muro

Si definisce “europeo” napoletano di nascita e milanese di crescita. Attualmente è anche un po’ comasco. Vive infatti a Lurago d’Erba. Sergio De Muro, classe 1955, a Lecco è noto per essere il referente della cellula lecchese Luca Coscioni. In conferenza stampa ha accusato il presidente uscente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo di “delinquenza” rispetto alle regole (“Da venti mesi, quando il termine massimo sarebbe di tre, tiene da parte e non fa discutere le questioni che abbiamo avanzato”). Dito puntato contro la gestione delle società partecipate lombarde, “poco trasparente”. Ma anche sul “referendum di Maroni” per l’autonomia, (“Abbiamo chiesto l’accesso agli atti per capire come si sia svolto, ma ancora non ce lo hanno concesso”).

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Novella Ciceri

Novella Ciceri

Classe 1987, Novella Ciceri ha vissuto quattro anni a Londra ed è tornata in Italia con una laurea in International Relations. Abita a La Valletta Brianza, ex comune di Perego. Località amena, ma attanagliata, come tutto il Meratese, dalle polveri sottili. Non a caso, presentandosi, ha parlato del problema della qualità dell’aria che respiriamo (“160 su 100mila decessi all’anno sono riconducibili all’inquinamento da Pm10”), correlato a quelli dei trasporti e della mobilità, della sanità lombarda, dell’efficientamento energetico degli edifici. “E’ importante avvicinarsi agli standard europei per quanto riguarda il miglioramento della qualità di vita garantita ai cittadini, attraverso politiche lungimiranti che incentivino lo svecchiamento dei mezzi di viaggio pubblici e privati, e la rottamazione delle caldaie a gasolio”.

Virgilio Meschi

Virgilio Meschi

Osnaghese, già medico nel reparto di Pediatria del Mandic di Merate dal 1975 a quando è andato in pensione, Virgilio Meschi è uno storico componente dei radicali lecchesi. Della celebrata eccellenza della sanità lombarda pensa che “sia a macchia di leopardo”. “Sappiamo quanto spreco ci sia stato – ha ricordato citando i casi della Maugeri e del San Raffaele – Concordo con il principio della riforma sanitaria regionale: giusto spostare le risorse dai pazienti acuti a quelli cronici. Ma mi metto nei panni del paziente che in questi giorni riceve la letterina con l’invito a scegliersi un ‘gestore’. Probabilmente non ha capito nulla di tutto quello che sta succedendo. Mentre la maggior parte dei medici di base non hanno accettato di partecipare alla nuova gestione dei malati cronici…”.

Vanda Panzeri

Assente alla presentazione Vanda Panzeri, trattenuta a casa dall’influenza. Classe ’45, anche lei è un membro storico dei Radicali lecchesi, di cui è stata presidente e rappresentante in seno al consiglio comunale.

La filippica di Cappato

Una filippica contro l’uscente governatore Maroni e la politica leghista, l’intervento di Marco Cappato.
“L’unico federalismo che serve è quello fiscale, a responsabilizzazione dell’ente locale. Oggi le regioni sono soltanto centri di spesa che hanno replicato, se non aggravato, i mali nazionali. Quello che doveva essere un modello alternativo a ‘Roma ladrona’ è stato la moltiplicazione di ‘Roma ladrona’. Il potere, quando diventa impotente nella soluzione delle questioni sociali, cerca soltanto di trovare scorciatoie per mantenere se stesso. Dobbiamo tracciare una direzione opposta a quella dove ci ha portato l’attuale governo lombardo e le forze nazionali anti europeiste. Altrimenti le regioni saranno l’ostaggio della politica nazionalista. E allora avremo di nuovo davanti il peggio di quello che il secolo scorso ha prodotto. La scelta di appoggiare Gori è la scelta del candidato più europeista. La capacità di autonomia politica delle persone che formano la nostra lista è evidente, la garanzia è Emma Bonino con la sua storia”.

A margine Cappato ha commentato anche la vicenda processuale che lo riguarda.

A Lecco servono  500-750 firme

Continua dunque la raccolta di firme per presentare la lista sabato. Per fare la sua parte, il lecchese ne deve mettere tra le 500 e le 750.