Elezioni politiche e regionali nel Lecchese: i sommersi e i salvati. Forse scomodare Primo Levi è un po’ troppo, ma a una settimana di distanza  dall’election day del 4 marzo, messi in cascina i risultati, il Giornale di Lecco ha deciso di “compiere un viaggio” tra gli sconfitti e i promossi del voto.

Elezioni politiche e regionali nel Lecchese

Eletti o non eletti è indiscutibile che tra i candidati made in Lecco ci siano dei promossi e dei bocciati. Per vari motivi. Dal numero di preferenze (tante ad esempio quelle di Filippo Boscagli o Emanuele Manzoni  che non  sono comunque riusciti a ottenere  i posti sperati- basse invece a quelle della paladina dei pendolari, la pentastellata Mary Fogli), al successo nonostante l’ostracismo locale (pollice alto per Gianmario Fragomeli). Per non parlare poi dei “big” esclusi come Antonio Rossi o Roberto Fomigoni. Tanti like, giusto per usare un linguaggio social, anche per il comasco Butti. Un successo il suo talmente ampio che porta a credere che anche persino qualche ultrà bluceleste abbia barrato la casella con il suo nome.

Nemo propheta in patria

Confermato, con qualche rara eccezione (ad esempio quella del borgomastro oggionese Roberto Paolo Ferrari)  il motto evangelico “Nemo propheta in patria”. Basta guardare i risultati degli amministratori locali scesi in pista e tra questi Riccardo Mariani e Raffele Grega.

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