Elezioni, parla Laura Ravetto: «Paracadutata io? Non si illudano».

Laura Ravetto: «Paracadutata io? Non si illudano»

«Paracadutata io? Non si illudano amici e avversari: se verrò riconfermata parlamentare non si libereranno tanto facilmente di me…». Laura Ravetto, avvocato, parlamentare da tre legislature nelle fila di Forza Italia e attuale candidato alla Camera nel collegio uninominale di Como e nel Collegio proporzionale che comprende Como, Lecco e Sondrio, risponde per le rime a chi ha storto il naso quando ha appreso la scelta dei vertici del partito di dirottarla sul lago. L’ex sottosegretario del Governo Berlusconi inizierà a fare la campagna solo nei prossimi giorni avendo dato alla luce alla primogenita  Clarissa Delfino Ginefra Ravetto soltanto il 29 gennaio. «Ho deciso di allattare, non è stata una decisione facile – esordisce il parlamentare di Forza Italia -. E’ come se fosse un lavoro, un lavoro troppo spesso sottovalutato e non adeguatamente valorizzato. Questa esperienza mi è utile e una volta tornata in Parlamento cercherò di farmi portavoce delle donne che allattano e che meritano un supporto post parto gratis come le ostetriche di casa o la detraibilità dei costi sostenuti».

«Non sono di passaggio»

Ravetto è cuneese d’origine ma milanese d’adozione. «Quando si tratta di decidere dove correre alle politiche i colleghi piemontesi non mi vogliono perché mi considerano lombarda, mentre i lombardi mi considerano piemontese. evidentemente hanno paura di me… – aggiunge con un pizzico di ironia -. Ho scelto Como perché vivo a Milano da 22 anni e conosco bene questi territori. Ma non sono di passaggio. Credo che anche per questi territori sia un’opportunità contare su un parlamentare che ha una buona visibilità nazionale e incarichi di primo piano all’interno di Forza Italia. Nei prossimi giorni incontrerò alcuni sindaci locali per fare il punto sui problemi e chiederò loro di usarmi perché quando tornerò a Roma non mi dimenticherò del territorio».

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«Non sono contraria all’accoglienza»

Quali sono temi sui quali punta? «Sono presidente del Comitato di Schengen e da anni mi occupo dei problemi dell’immigrazione. Quando i Prefetti hanno imposto ai sindaci di ospitare una quota di immigrati mi sono battuta affinché queste decisioni non venissero calate dall’alto ma condivise con gli amministratori locali. Non sono contraria all’accoglienza, ma non possiamo tenere tutti questi clandestini che non hanno lavoro». Un altro tema è quello dei transfrontalieri: «Dopo il referendum la Svizzera ha preteso che gli italiani consegnassero il casellario giudiziale, un affronto per i nostri lavoratori che è stato risolto grazie anche alla mia mediazione».