Elezioni Politiche 2018 Adele Gatti: "Non demonizziamo il risultato"

Il sindaco di Airuno candidato all'uninominale di Merate si è attestato al 24,04 per cento.

Elezioni Politiche 2018 Adele Gatti: "Non demonizziamo il risultato"
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Adele Gatti non si sottrae a un commento alla luce del voto che ha sancito la netta vittoria di Maurizio Lupi, candidato di centro-destra, nel collegio di Merate. Il sindaco di Airuno, candidato del Pd, ha ottenuto il 24,04 per cento dei voti. Distante anni luce da Lupi, ma pur sempre il secondo candidato del collegio, davanti anche al M5S.

Adele Gatti e il voto nel Collegio di Merate

"Innanzitutto sottolineo il risultato del Pd a Merate che si è attestato attorno al 30 per cento - ha commentato Gatti - e questa è una buona base da cui ripartire. Oltre che un numero che ci dice che abbiamo comunque lavorato bene. Purtroppo paghiamo una tendenza degli italiani che spesso penalizzano il Governo uscente a favore di un'alternanza. Dispiace, perché quanto seminato probabilmente lo raccoglieranno schieramenti politici opposti".

Non demonizzare il voto

Gatti non si iscrive al "partito" di chi, nel centro-sinistra, alla luce della affermazione nazionale di M5S e Lega, intravede scenari a tinte fosche. "Sono elezioni, è democrazia. Chi vince governa, anche se ora c'è un problema nel capire chi effettivamente lo potrà fare, con questi numeri. Ci sarà un'alternanza, una discontinuità rispetto al passato, non demonizziamo il voto e andiamo avanti. Il Pd ora dovrà guardarsi all'interno. Sono convinta che al di là dei prevedibili scossoni di questi giorni, alla lunga ci si ricompatterà e si lavorerà per invertire questi dati che sono impietosi".

Nel Collegio la vittoria dei partiti

L'analisi della Gatti va oltre il semplice risultato politico. E focalizza l'attenzione sul Collegio di Merate. "Premessa: le regole erano chiare e lo sapevamo tutti prima di candidarci. Dispiace perché, guardando le singole preferenze, la partita sarebbe stata molto aperta. Invece evidentemente hanno pesato i partiti e, nel caso di Lupi, soprattutto l'exploit della Lega. In futuro mi piacerebbero dei collegi uninominali solo con il nome del candidato, senza simboli. In quel caso si voterebbe davvero la persona e si entrerebbe maggiormente nel merito dei singoli programmi".

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