Le sale gioco hanno l’obbligo di rispettare le distanze minime dopo nuovi contratti con i gestori. Lo ha stabilito il Tar della Lombardia.

Il Tribunale amministrativo si pronuncia sulle sale gioco

È stato infatti  respinto dal tribunale amministrativo lombardo  il ricorso della Arcade Betting. Si tratta di una  società titolare di una sala giochi di Cene, in provincia di Bergamo. Alla  Arcade Betting  è stata vietata la prosecuzione dell’attività dopo il contratto stipulato con un nuovo fornitore di slot. I giudici hanno ribadito nella sentenza che la legge regionale per il contrasto alla ludopatia vieta la messa in funzione di nuovi apparecchi a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Nomn solo ma  ammette la sostituzione delle slot solo nel caso di guasti o di invecchiamento eccessivo degli apparecchi.

Il caso orobico

Nel caso in questione invece si parla di un nuovo contratto.  In particolare la società ricorrente aveva sciolto i rapporti con il precedente fornitore. Ciò  per passare a un altro gestore. La messa in funzione degli apparecchi è arrivata però solo dopo l’entrata in vigore della specifica norma sulla sostituzione degli apparecchi.

Leggi anche:  Cade dal balcone di una banca: gravi ferite al capo per un 61enne

La sentenza

Tale sostituzione, scrivono i giudici, “non può essere qualificata come strumentale alla continuazione del rapporto concessorio in essere, ma, al contrario, all’attuazione della scelta di svolgere l’attività con un diverso concessionario”. La società, in pratica, ha deciso “di aprire una “nuova” sala giochi, ancorché negli stessi locali precedentemente occupati”. E ancora. l’installazione delle nuove slot “non può essere riconducibile alla clausola di esclusione dall’applicazione della normativa prevista dalla legge regionale che, invece, presuppone la continuazione del rapporto con il concessionario della connessione”.

Il gioco a Lecco

Proprio recentemente il Giornale di Lecco, si è occupato del fenomeno del gioco e delle solt. Ogni lecchese spende 1500 euro alle slot, una media allucinante.  Non esistono comuni “franchi”, non esistono limitazioni sociali e territoriali. Il “morbo” dell’azzardo si diffonde ormai a macchia d’olio. Nella provincia di Lecco il dato peggiore è quello di Colico, con oltre 3mila euro pro capite giocati alle macchinette. Nel capoluogo, l’ammontare delle giocate nel 2016 è di 72,42 milioni di euro, 1.504 euro giocati pro capite. In città, nello scorso anno, erano attivi 346 apparecchi, 285 videolottery e 61 new slot.