Leader del turismo: il segreto di un successo. L’imprenditore lecchese Franco Gattinoni protagonista del “Tivano”, rubrica settimanale del Giornale di Lecco dedicata ai volti e alle storie del tessuto produttivo.

Leader del turismo: Franco Gattinoni

Ha creato un impero nel settore del turismo, diventando una delle aziende leader in Italia puntando su innovazione e nuovi servizi. Ha fatto incetta di premi come il “Miglior azienda di servizi” al premio Produttività di Ceccarelli, alcuni BEA Italia (Best Event Awards), l’eccellenza dell’anno all’ITA (Italian Travel Awards), il miglior Business Travel agli Italian Mission Awards.

Oggi il suo gruppo fattura 246,5 milioni di euro, occupa 320 dipendenti e continua a crescere. Franco Gattinoni, lecchese doc, presidente del Gruppo Gattinoni, nel 2017 ha realizzato un nuovo bilancio record: il valore dei contratti commerciali è stato di 755 milioni (+16%), il fatturato è balzato a 246,5 milioni (+20%) con un’Ebitda di 3,5 milioni (+61%).

Un bilancio che l’imprenditore lecchese vuole ulteriormente migliorare… «Abbiamo stilato un piano molto ambizioso per il triennio 2018-2020 e contiamo di raddoppiare il fatturato nei prossimi cinque anni – esordisce Franco Gattinoni – L’obiettivo per l’anno in corso è di aumentare il volume d’affari di ogni divisione di almeno il 15%».

Il suo impero è nato 35 anni fa…

«Dopo aver lavorato per 5 anni alla Lanfranchi di Lecco e 3 all’estero per un tour operator friulano sono rientrato a Lecco e ho deciso di mettermi in proprio aprendo un’agenzia al secondo piano in un edificio nel centro di Valmadrera».

Anni pionieristici. Come è nata la sfida di mettersi in proprio?

«Allora le licenze erano contingentate. La molla è stata l’esperienza a Parigi per il tour operator friulano. Sono tornato con un’apertura mentale diversa e mi sono lanciato…».

Poi le agenzie sono diventate tante ed è riuscito a crescere anche negli anni della crisi

«Nel 2009 avevamo già 120 agenzie e 150 collaboratori. Abbiamo vissuto momenti molto difficili per la riduzione di quasi il 40% del fatturato. E così sono stato costretto ad applicare i contratti di solidarietà per due anni, ma dopo tre mesi ho deciso di sospenderli».

Perché?

«Stavo rovinando l’azienda… Mi sono rimboccato le maniche, ho dato fondo a tutti i miei risparmi, li ho investiti tutti in azienda – prendendo del matto dal mio commercialista – ma soprattutto abbiamo sviluppato l’attività e creato nuovi progetti, che hanno portato tanto lavoro».

Però non sarà stato facile visto la scomparsa di aziende del calibro di Teorema, Viaggi del Ventaglio e le difficoltà di Valtur…

«Fino al 2012 è stato un disastro per il settore, poi c’è stato un assestamento fino al 2015, mentre nel 2016 è arrivata una timida ripresa. Non siamo ancora tornati ai numeri del 2008 ma nel 2017 le cose sono andate benino».

Qual è stato il segreto del suo successo?

«Volontà e sacrificio perché ho lavorato tanto in questi anni. Poi voglia di fare, capacità, tanta, tanta passione e l’aver costruito negli anni un team di collaboratori capaci che credono nei miei stessi valori».

Pensava di riuscire a creare un gruppo di queste dimensioni?

«Quando sono tornato ero combattuto se aprire una mia attività o lavorare in una grande azienda. Oggi ho una grande azienda mia…».

Cosa rappresenta la vacanza, il viaggio?

«Il bisogno di evadere, di stare con la tua famiglia o di ritagliarti uno spazio tutto per te, di conoscere popoli e culture diverse, di vedere posti nuovi e belli… E’ un momento che aiuta poi ad affrontare i problemi in modo diverso e positivo…».

Nel Gruppo Gattinoni lavorano 320 persone. Pensa di assumere altri collaboratori nel corso dell’anno?

«In questi primi mesi ho già inserito 10 nuove dipendenti e conto di inserirne almeno altri 10 entro fine anno».

Che figure cerca?

«Persone professionalmente capaci, autonome, che vogliono sviluppare nuove idee e che vogliono entrare in un’azienda in crescita. Poi cerco giovani da far crescere: inserisco molti stagisti nel corso dell’anno e il 60% di loro vengono assunti a tempo indeterminato. Tutte però devono avere passione per questo lavoro»

Ha un sogno nel cassetto?

«Sì. Sto lavorando per creare una struttura più forte; abbiamo inserito alcuni manager e rafforzato la squadra, in modo da recuperare un po’ di tempo per dedicarmi con più tranquillità alla strategia e alla visione lungo termine della società ma anche tempo per me, i miei interessi e la mia famiglia. Non voglio lasciare il lavoro, ma voglio avere più di tempo libero, viaggiare un po’ di più anch’io, andare sul Resegone…».