Nel 1° trimestre 2018, le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 8000 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 16,5% delle aziende con almeno un dipendente Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 270.000, e a livello nazionale oltre 1.200.000. Questi dati emergono dalla nuova indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e dellePolitiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

8000 assunzioni

Con riferimento alle 3.860 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi per il mese di gennaio 2018, si riduce drasticamente la quota che riguarda lavoratori dipendenti (41,1% contro il 79,1% registrato a dicembre); la quota rimane inferiore sia al dato regionale che a quello nazionale (54,8% e 58%, anch’esse in considerevole riduzione rispetto a dicembre: la quota di assunzioni di personale dipendente si era attestata rispettivamente all’81,7% e all’84,3%).

Contratti atipici

Si conferma dunque la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa rispetto a Lombardia e Italia. Rispetto alle previsioni di dicembre, la quota delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato sale dal 29,2% al 38,3%; rimane stabile la quota dei contratti di apprendistato (7,4%); la percentuale dei contratti a tempo determinato diminuisce dal 59,2% al 51,1%, mentre quella delle altre forme cala di un punto (dal 4% al 3%).

Le assunzioni stabili

A gennaio, secondo le indicazioni delle aziende intervistate, le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto manifatturiero e costruzioni” (rispettivamente 51,9% e 38%); viceversa, i “servizi alle persone” e il “turismo” si confermano i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 63,7% e 57,4%) anche se, rispetto alla rilevazione di dicembre, le quote scendono (erano superiori al 70% per entrambi i settori). Nel turismo si evidenzia anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali, con quota raddoppiata rispetto alla scorsa rilevazione (dal 12% al 24%-

Il manifatturiero

La “vocazionemanifatturiera” del nostro territorio continua ad essere evidente e la quota di assunzioni previste a gennaio nel settore secondario sale al 47,9% (contro il 39,3% del mese precedente). Lecco occupa la terza posizione tra le province lombarde, dopo Lodi e Mantova, e viceversa si classifica al penultimo  posto regionale per quota di nuovi ingressi nel terziario (precedendo solo Lodi), peraltrocon un significativo decremento: dal 61,6% di dicembre al 46,4% di gennaio. Diminuisce leggermente anche la quota di assunzioni nelle costruzioni (dal 6,3% al 5,7%, valore inferiore sia alla media lombarda che italiana: rispettivamente 6,3% e 7,3%)

Chi assume

A prevedere assunzioni sono in prevalenza imprese con meno di 50 dipendenti (dal 64,3% delle entrate totali di dicembre al72% di gennaio); diminuisce il “peso” degli ingressi preventivati dalle medie imprese (il 20,5%, contro il 21,4% di dicembre), mentre si dimezza la quota delle realtà imprenditoriali più grandi: dal 15,2% al 7,2%.

Leggi anche:  Eletto il nuovo segretario della Fim Cisl di Monza Brianza Lecco

Le fugure professionali

Per quanto riguarda le figure professionali, continua a salire la quota delle nuove entrate riguardanti figure high skill(dirigenti, specialisti e tecnici): si passa dal 24% degli ingressi di dicembre al 25,9% per il mese in corso (media regionale 29,5% e nazionale 24%). La nostra provincia occupa la quinta posizione in Lombardia, preceduta da Milano, Bergamo, Monza e Lodi. Tuttavia cala di 1,3 punti percentuali la quota di assunzioni destinate a personale laureato, che si attesta al 15,4%; il dato della nostra provincia è in linea con quello italiano, ma risulta nettamente inferiore alla media regionale (19,9%). Sale dal 63,4% di dicembre al 68,2% la quota dei posti riservati a diplomati (38% diploma di scuola media superiore e 30,2% di istituto professionale), mentre scende dal 19,9% al 16,4% quella di coloro per cui è semplicemente richiesto di aver terminato la scuola dell’obbligo; per quest’ultimo dato, solo Monza evidenzia una percentuale più bassa.

I profili più richiesti

Anche a dicembre, tra i profili maggiormente richiesti dalle imprese lecchesi spiccano figure a media e bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”, “tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale” “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali”.

Figure professionali di difficile reperimento

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. A gennaio lo loro quota è pari al 29,6% delle assunzioni previste da aziende lecchesi (contro il 28,7% di dicembre); il dato del nostro territorio rimane superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (attestate rispettivamente a 25,4% e a 25,1%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (26,8%, pari a 420 figure), “aree commerciali e della vendita” (36,9%, pari a 300 unità) e “aree tecniche e della progettazione” (49,2%, pari a 280 posizioni). Le difficoltà di reperimento riguardano  nel complesso  quasi un terzo  dei 590 laureati  ricercati  dalle imprese lecchesi:  le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (9,8%) e la scarsa preparazione dei candidati (15,3%).

L’occupazione femminile

Anche a gennaio, la quota di personale di genere espressamente femminile ricercato dalle imprese lecchesi si conferma superiore alla media regionale (Lecco, 13,8%; Lombardia, 12,4%) ed in linea con il dato nazionale (13,7%) (cfr. tabella 6 allegato statistico). Considerando anche le assunzioni per cui le imprese giudicano indifferente la tipologia di candidati (uomo o donna), la quota raddoppia.