Presentati i cinque progetti per i depuratori sul Lario da Lario Reti Holding.

Colico Monteggiolo

Il depuratore di Colico, situato in località Monteggiolo, scarica i reflui depurati in un fosso che rappresenta a valle l’alveo naturale del torrente Inganna. Torrente che sfocia nel Lago in un’area di particolare pregio turistico e ambientale. Per questo motivo Lario Reti Holding ha analizzato la possibilità di modificare il recapito dei reflui depurati in un punto soggetto a vincoli meno stringenti rispetto all’attuale. L’intervento in programma prevede lo spostamento dello scarico finale tramite la posa di una tubazione a gravità di lunghezza pari a circa 500 metri, la realizzazione di una vasca di flottazione moderna, l’installazione di una sezione di filtrazione finale, l’installazione di un moderno impianto di disinfezione a raggi ultravioletti e la copertura delle sezioni di ingresso.

Doppio intervento a Bellano

L’impianto di depurazione di Bellano, in funzione dal 2009, è a servizio dei comuni di Bellano, Perledo e Varenna ed è stato realizzato nel 2007, per garantire una potenzialità pari a 8.200 abitanti equivalenti. La filiera di trattamento è caratterizzata da un trattamento biologico a fanghi attivi con separazione del fango dall’effluente depurato mediante microfiltrazione su membrane piane. L’aumento della popolazione richiede l’incremento delle potenzialità d’impianto a 9.400 abitanti equivalenti. I lavori in programma riguardano sia il comparto dei pretrattamenti che quello biologico: sezioni di grigliatura fine (5 mm), dissabbiatura-disoleatura, sollevamento iniziale, rotostacciatura fine; sezioni di pre-denitrificazione nonché di ossidazione-nitrificazione. Sono inoltre
previsti dei lavori di ammodernamento delle membrane di ultrafiltrazione. Oltre al potenziamento e all’ampliamento strutturale dell’impianto è in previsione la conversione dell’attuale sezione di microfiltrazione su membrane piane in una sezione di ultrafiltrazione su membrane a fibra cava. Numerosi i vantaggi: un maggior grado di selettività del trattamento di filtrazione, consumi energetici inferiori, possibilità di controlavare la membrana in modo automatizzato e un maggiore packing density.

Mandello centro storico

Il progetto prevede la separazione della rete fognaria (da mista a nera e meteorica) e la realizzazione di una stazione di rilancio della fognatura stessa verso il depuratore di Mandello. L’intervento è localizzato nel centro storico ed è indicativamente delimitato: a nord da via del Fosso e via Airoldi, a est dalla “zona convento”, a sud dal lago e a ovest da via Manzoni. Nel centro storico, le reti fognarie attuali sono di tipo misto e le Vie Silvio Pellico, Via della Torre, Vicolo alla Torre, Contrada Rubaconte, Via Zucchi e Vicolo al Lago hanno come scarico finale il Lago. Questo ha, negli anni, causato problemi di inquinamento delle acque lacustri e, se trascurato, potrebbe in futuro dare il via a procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. L’obiettivo del progetto è quindi quello di recapitare le acque bianche (le meteoriche di pioggia) direttamente a Lago e le nere al depuratore di Via Maestri Comacini. Approfittando degli scavi verranno posate anche le nuove tubazioni della rete di distribuzione acquedottistica. Le reti saranno riposizionate seguendo l’attuale configurazione, con tubazioni per acque nere dal diametro di 200 mm e diametro tra i 400 e gli 800 mm per le acque bianche. Per lo scarico a lago delle acque bianche superficiali verranno invece mantenuti i collettori sublacuali esistenti e le tubazioni che attraversano la P.zza Italia. Per
la parte ovest dell’intervento (Via Manzoni, piazza Garibaldi, piazza Italia e vie limitrofe) si intende concentrare il recapito della rete nera in una nuova stazione di pompaggio, dove si raccoglieranno le acque per poi inviarle al depuratore. Le prime fasi del progetto prevedevano la collocazione della nuova stazione di sollevamento in piazza Italia ed il progetto è stato rivisto in modo da ricollocare la vasca di raccolta in piazza Garibalidi, in prossimità di quella esistente – che verrà dismessa a fine lavori. La stazione di pompaggio sarà completamente interrata, a completa tenuta stagna di odori e rumori.

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Oliveto, Valbrona e Civenna

L’intervento sulla sponda ovest del Lario tra Bellagio/Civenna e Valmadrera è scomponibile in due fasi differenti. In un primo momento sarà interessato solo il Comune di Oliveto Lario, che subirà l’intervento di separazione della fognatura mista, propedeutico alla realizzazione della seconda parte dei lavori, ovvero il sistema di collettamento dei reflui dell’intera sponda lacustre, da Bellagio/Civenna fino al depuratore di Valmadrera Rio Torto. Il problema della raccolta e della depurazione degli scarichi provenienti dalle reti fognarie dei Comuni di Oliveto Lario, Valbrona e
Bellagio/Civenna e aventi recapito in vasche di trattamento a lago è già da parecchi anni oggetto di lavori e progetti da parte delle Province di Lecco e di Como, le quali ne hanno previsto il collettamento verso l’impianto di depurazione di Valmadrera Rio Torto. Parte delle opere è già stata completata negli anni passati e per mettere finalmente in funzione il collettore intercomunale Valmadrera – Oliveto Lario – Civenna (della lunghezza totale superiore a 13 chilometri) mancano nove stazioni di rilancio intermedie e il tratto terminale di collegamento con
l’impianto di depurazione di Valmadrera, della lunghezza di circa 8 chilometri. Parte dei 21 km di tubazione saranno posati sul fondo del lago, per ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità stradale.

Ballabio

L’impianto di depurazione di Ballabio è sito nel margine sud orientale del territorio Comunale. Si tratta di un impianto tradizionale a biomassa sospesa con pretrattamenti di grigliatura e dissabbiatura, sedimentazione finale, digestione aerobica, ispessimento e disidratazione. Al servizio dell’intero bacino del Comune di Ballabio, nel suo stato di fatto presenta due linee parallele di trattamento, di cui però necessità di un completo rinnovo.
L’intervento di Lario Reti Holding verterà sulla costruzione di uno scolmatore in testa all’impianto, in modo da limitare in maniera corretta ed efficace le acque miste eccedenti il limite di trattamento in occasione di piogge particolarmente violente. La realizzazione di un manufatto sghiaiatore che avrà la funzione di difendere lo scolmatore da eventuale trasporto solido grossolano presente nel flusso fognario, sostituirà l’analogo manufatto presente in ingresso all’impianto che verrà invece dismesso. Si procederà inoltre al rinnovo della seconda linea di trattamento, la più vecchia, attualmente costituita da una vasca di ossidazione unica e dall’adiacente sedimentatore. Le due linee saranno indipendenti e potranno essere singolarmente spente nei periodi di basso carico oppure in caso di guasti e operazioni di manutenzione straordinaria. Ultimo tocco la realizzazione di una nuova sezione di filtrazione e disinfezione finale per l’adeguamento ai carichi di pioggia previsti.