Crisi Trony: ieri un incontro al ministero dello Sviluppo economico, ma nessuna buona notizia.

Crisi Trony a livello nazionale

Si torna purtroppo a parlare della crisi della catena di elettrodomestici ed elettronica Trony, che rischiano di chiudere. Il fallimento della società che ha il maggiore pacchetto di punti vendita mette a rischio 43 punti vendita in tutta Italia (dal Piemonte alla Liguria, alla Lombardia, Veneto, Friuli e Puglia) e 500 posti di lavoro.

La Cgil informa

Ieri, fa sapere la Cgil, sulla crisi si è tenuto un importante incontro al Ministero dello Sviluppo economico, nel quale la curatela fallimentare del gruppo Dps ha spiegato ai sindacati che aprirà la procedura di mobilità per 466 lavoratori di 35 punti vendita:

È una procedura di licenziamento collettivo che nelle intenzioni dei sindacati dovrebbe essere chiusa con il criterio della mancata opposizione al mancato licenziamento: questo consentirà ai lavoratori, finora sospesi senza retribuzione, di poter accedere alla Naspi. Entro i prossimi 10 giorni sarà avviata la pubblicità perla vendita dei negozi: ad oggi ci sarebbe una sola offerta di acquisto per 8 punti vendita.

Precisazione dal gruppo

Vorremmo precisare che il gruppo Gre, titolare del marchio Trony, è composto da società, tutte italiane, che detengono oltre 200 punti vendita con 3000 dipendenti e un giro d’affari di oltre un miliardo di euro. Alcuni organi di stampa hanno riferito delle difficoltà di alcuni punti vendita del DPS Group che è una società del Gruppo Gre, proprietaria solo di alcuni punti vendita. Le difficoltà del DPS Group non può in alcun modo influenzare la restante rete dei punti vendita tanto che nel 2018 aprianno altri 40 nuovi punti vendita a marchio Trony.

Questa invece una nota che era stata già diffusa dal gruppo.