“Siamo pronti a fare qualcosa per la città capoluogo, una delle poche che non ha saputo trarre business dalla presenza di un’università. Insieme agli amici commercianti sarà l’impegno del 2018». Lorenzo Riva ha  traccia la rotta del prossimo anno, ancor prima di aver completato il bilancio del 2017. Il presidente di Confindustria Lecco-Sondrio ha lanciato l’affondo, evidentemente diretto al Comune di Lecco, ieri, durante il consueto brindisi augurale natalizio.

Confindustria non le manda a dire al Comune neanche a Natale

Il presidente Riva è in sella da soli sei mesi. Logico che, prima ancora del passato, punti lo sguardo al futuro.Nonostante tutto, però, di segnali incoraggianti l’anno appena trascorso ne ha forniti parecchi. «Possiamo certamente parlare di una ripresa, i dati a nostra disposizione indicano che le imprese sono finalmente in crescita. Vale per il Paese, e vale, a maggior ragione per Lecco e Sondrio che crescono ancora meglio. Il tutto nella consapevolezza che, quando cresce l’industria, cresce l’occupazione e quindi il benessere dei nostri territori».

Osservatorio rapido riguardante il mese di novembre 2017

Una delucidazione in più alle parole di Riva arriva dai dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido riguardante il mese di novembre 2017, condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como. Stidio che mostra  “Un quadro di generale stabilità rispetto ad ottobre”.  “I principali indicatori esaminati – riguardanti domanda, andamento dell’attività produttiva e fatturato – fanno emergere un quadro orientato alla conservazione dei livellI” si legge nella nota che  arriva direttamente da via Caprera. “I giudizi prevalenti risultano infatti essere quelli di stabilità, ulteriormente confermata dalle indicazioni di diminuzione e di crescita che tendono a bilanciarsi”.

I dati

Sul versante della domanda si registrano andamenti stabili per circa un’azienda su due, sia per quanto riguarda gli scambi domestici, sia per l’export. Nel caso degli ordini interni è rilevabile una maggior incidenza di giudizi di rallentamento (29,5%) rispetto a quelli di crescita (19,4%). Per gli ordini oltre confine si registra invece un bilanciamento tra le aziende che segnalano una minor intensità delle richieste e quelle che comunicano un aumento. L’attività produttiva è allineata alla domanda, con una prevalenza di giudizi di stabilità (60,5%) e indicazioni di aumento e diminuzione bilanciati. L’esame del grado di utilizzo degli impianti di produzione rivela un dato medio del 78%, confermando sostanzialmente quanto esaminato nell’ambito della precedente edizione dell’Osservatorio (80,1% in settembre).

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Fatturato, pagamenti

Anche per il fatturato prevale la stabilità (42,7%). Si rileva tuttavia una maggior incidenza delle indicazioni di aumento (31,5%) rispetto a quelle di diminuzione (25,8%). Le previsioni per le prossime settimane, relative all’insieme degli indicatori, segnalano conservazione dei livelli per circa due imprese su tre (64,4%), a fronte di indicazioni di diminuzione (22,2%) che superano quelle di aumento (13,4%). Le situazioni di insolvenza e di ritardo dei pagamenti, che interessano quasi un’azienda su due, continuano a rappresentare elementi di criticità per le imprese. In novembre il fenomeno è considerato in peggioramento, rispetto ad ottobre, per quasi un’azienda su dieci (8%). Permane anche la limitata visibilità sulla domanda, che per il 90% delle imprese risulta inferiore ai 3 mesi e per il 40% minore di un mese.

Materie, credito e occupazione

Il costo di approvvigionamento delle materie prime in novembre è risultato in crescita, rispetto ai listini di ottobre, per il 42% del campione. I giudizi riguardanti i rapporti tra le imprese del campione e gli Istituti di credito delineano una situazione di generale stabilità delle condizioni; si registra tuttavia un incremento delle spese e delle commissioni bancarie per quasi un’azienda su cinque (19,3%). Sul fronte occupazionale è riscontrabile nuovamente un mantenimento dei livelli, confermato anche dalle previsioni per i prossimi mesi.

Il commento

“L’osservatorio su novembre ci restituisce un quadro generalmente stabile, al quale non mancano comunque indicazioni di crescita” sottolnea quindi Riva. “complesso, dal confronto che abbiamo stabilmente con i colleghi imprenditori posso confermare che si respira un’aria diversa rispetto al passato e, certamente, improntata ad un maggiore ottimismo. Questo, complici anche i dati a livello di sistema Paese che, se non sono in netta ripresa, mostrano comunque l’inizio della risalita. Sicuramente il manifatturiero, che è uno dei motori di quella che speriamo di poter definire presto una rinascita, sta dimostrando quali siano le sue capacità di combattere le condizioni avverse e di cavalcare il miglior andamento dei mercati mondiali”.