Sindacati e vertici della azienda olginatese si sono seduti ieri al tavolo per discutere della situazione economica della Maggi Catene e della richiesta di concordato.

Tavolo sulla crisi Maggi Catene

Al tavolo, da una parte, Domenico Alvaro (Fiom Cgil), Marco Oreggia (Fim Cisl) e i responsabili dell’ufficio vertenze dei due sindacati.  Dall’altra l’amministratore unico della società Corrado Maggi, la sorella Chiara, l’avvocato Barbara Schiavo, Giorgio Airoldi di Confindustria. Con loro anche  i commercialisti che hanno il compito di preparare la richiesta di concordato preventivo in bianco.

Società ad un bivio

“L’avvocato ci ha comunicato che la società deve prendere una decisione. Ovvero  procedere per una ristrutturazione del debito oppure un concordato in continuità” spiegano i sindacalisti Alvaro e Oreggia. “Probabilmente si porterà avanti la seconda ipotesi. Per i lavoratori comunque non cambierà molto, in ogni caso ora stanno facendo le analisi del caso”.

La situazione in tribunale

Intanto il Tribunale non ha ancora emesso la pubblicazione e nominato un commissario. Quindi ancora non ci sono i termini per la presentazione del piano piano. Si parla di 60 giorni ma potrebbero anche essere  120 giorni con possibilità di proroga.

Gli stipendi arretrati

“I 66 dipendenti hanno arretrati differenziati: coloro che stanno peggio devono ancora ricevere gli stipendi dal mese di ottobre, tredicesima compresa” proseguono i rappresentanti sindacali. “Abbiamo chiesto il pagamento di gennaio, ma ci è stato risposto che il tipo di procedura avviata non permette il pagamento di debiti pregressi il 31 gennaio. Abbiamo quindi ribadito che è possibile chiedere autorizzazione al Tribunale per il versamento della mensilità, comparando i lavoratori ai creditori strategici. Così ci hanno detto chiaramente che l’azienda non ha liquidità”.

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Crisi finanziaria

Diverso è il caso dello stipendio di febbraio. “L’azienda si rende disponibile a concedere l’anticipo evitando che i lavoratori aspettino il 10 marzo prossimo”. Per quanto riguarda la produzione i vertici della Maggi hanno detto che “il lavoro c’è, il problema è strettamente finanziario”. L’elemento di preoccupazione riguarda anche l’aspetto dei futuri pagamenti a partire dal 10 marzo. “L’avvocato ha risposto che la procedura che vogliono realizzare dà garanzie perché l’azienda non può creare nuovi debiti”. Appena ci saranno novità significative le due parti si ritroveranno al tavolo.