Bene i dati export, ora occorre una strategia di lungo periodo. Parola di Marco Piazza, responsabile area internazionalizzazione di Api Lecco. “I dati sull’import-export relativi al 2017 diffusi oggi dalla Camera di Commercio di Lecco sono incoraggianti ed in linea con quanto quotidianamente sperimentiamo nel rapporto diretto con le imprese”  ha sottolineato  infatti il dirigente di Api.

Dati export

Dall’indagine emerge infatti che il 68,2% delle esportazioni è rivolto al mercato dell’Unione Europea e risulta in crescita (+8%). La Germania si conferma il primo Paese destinatario dell’export lecchese, con oltre 1 miliardo di Euro (23,8% del totale), seguita dalla Francia (quasi 500 milioni di Euro, 10,7%). Significativi anche l’aumento dell’export lecchese nel Regno Unito (+26,8 milioni di Euro). Dai dati emerge inoltre come nel 2017 il contributo all’export lecchese è venuto prevalentemente dal settore metalmeccanico: prodotti in metallo (36,7% del totale) e macchinari (26,6%).

I mercati

“Le nostre imprese, per la maggior parte metalmeccaniche, hanno un patrimonio di competenze che consente loro di realizzare e mettere sul mercato dei prodotti qualitativamente elevati, molto richiesti soprattutto dai mercati europei, in particolare Germania e Francia. Ma non solo. Grazie all’Ufficio Estero di Api Lecco e Confartigianato Imprese Lecco, le aziende tessono rapporti commerciali anche con altri mercati, come il Regno Unito e il Nord Africa, dove però incidono molto i costi di trasporto. Il commercio estero è oggi più che mai una necessità. Il nostro staff, grazie alla sua esperienza e alla sua competenza, è in grado di supportare le aziende sia in fase di start-up, sia di consolidamento di un business internazionale già avviato” ha ribadito Piazza.

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Servono iniziative di sistema

Secondo Api Lecco, occorre però sostenere ulteriormente questa dinamica positiva attraverso iniziative di sistema, di natura locale o regionale, in cui in maniera strutturale le aziende possano beneficiare di misure agevolative per l’export e per l’incremento di competenze professionali o servizi volti ad una maggiore internazionalizzazione delle imprese.