A Villa Greppi tornano i Percorsi della Memoria. Dal 20 gennaio all’8 febbraio un ricco calendario di appuntamenti, con ospiti d’eccezione. Il tema scelto per questa edizione è “Deportazione e Shoah. Una tragedia europea”.

Villa Greppi per la Memoria

Ci saranno l’attore, scrittore e regista Pino Petruzzeli con il suo apprezzatissimo spettacolo Zingari: l’olocausto dimenticato. E la scrittrice Edgarda Ferri, ospite per parlare del suo ultimo libro, “Un gomitolo aggrovigliato è il mio cuore. Vita di Etty Hillesum”. E poi due studiose di alto livello come Valentina Pisanty e Valeria Galimi, tra i massimi esperti italiani rispettivamente del negazionismo e del collaborazionismo europeo. E ancora, solo per citare alcuni eventi, il Requiem per soli coro e orchestra di André Arnesen. Un grande concerto dedicato alle vittime della deportazione nazista. Ma pure la testimonianza del sopravvissuto alla deportazione Venanzio Gibillini e la proiezione di film, da “Il figlio di Saul” di László Nemes a “La verità negata” di Mick Jackson, passando per “Train de vie” di Radu Mihăileanu. Un calendario ricchissimo per una rassegna, Percorsi nella Memoria, promossa dal Consorzio Brianteo Villa Greppi in occasione del Giorno della Memoria, giunta alla sua decima edizione e in programma dal 20 gennaio all’8 febbraio.

Dieci anni dalla prima rassegna

«Celebriamo i dieci anni dei Percorsi nella Memoria e vogliamo dedicare questo anniversario – commenta Marta Comi, Presidente del Consorzio Villa Greppi – a tutti i sopravvissuti ai campi che abbiamo incontrato o intervistato in questi dieci anni, a loro che hanno avuto la forza e il coraggio di testimoniare, di ricordare e raccontare l’esperienza inumana che hanno vissuto. Alcuni non ci sono più, a loro e a tutte le vittime dei campi di sterminio dedichiamo un grande concerto il 27 gennaio, il Requiem per soli coro e orchestra di Kim André Arnesen, appuntamento centrale dei Percorsi nella Memoria 2018». «Il tema scelto per questa edizione – spiega invece Daniele Frisco, consulente storico della rassegna – vuole puntare l’attenzione sulla dimensione europea dell’Olocausto. La Shoah è una tragedia europea anzitutto perché attuata dall’Europa occupata e collaborazionista, ma anche perché ha portato con sé la scomparsa di un mondo che per secoli aveva caratterizzato il Vecchio Continente: quello ebraico, composto da villaggi e interi quartieri di città completamente cancellati. In quasi tre settimane di eventi si parlerà, quindi, di fenomeni come il collaborazionismo e il negazionismo, della vita nei campi di sterminio, della deportazione non solo del popolo ebraico ma, come suggerisce l’attore Petruzzelli, anche di altre minoranze. Un cartellone – conclude – che non mancherà di offrire spunti di riflessione anche sull’attualità».