Su invito di don Biagio Fumagalli, cappellano del Mandic di Merate, e della sottosezione meratese dell’Unitalsi, monsignor Paolo Martinelli ha raggiunto l’ospedale della città. Presenti alcuni volontari del sodalizio e diversi malati assistiti.

Monsignor Martinelli invita a non lasciare mai solo il malato

“La cosa più triste per un malato è la solitudine. Quando un paziente chiede di guarire e di essere sanato ha sempre dentro di sé una domanda di relazione – ha spiegato il vescovo delegato per la vita consacrata, la carità e la salute  – Insomma, una domanda di amore. E per questo è importante non lasciarlo mai solo. Occorre creare una vera comunità di cura, delle relazioni buone tra malato, medici e amici. Il paziente deve capire che non è mai solo!”. Questo il cuore dell’omelia che monsignor Martinelli ha tenuto nel pomeriggio di domenica 11 febbraio. Gremita la cappella dell’ospedale di Merate. Per l’occasione la celebrazione è stata impreziosita dai coristi della parrocchia di Novate Brianza. Presenti anche diversi volontari Unitalsi, con il presidente della sottosezione meratese Davide Cacciatori, e il sindaco della città Andrea Massironi.

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