Tornano le Giornate del Fai, una occasione unica per scoprire le meraviglie del nostro territorio.  La delegazione lecchese  del Fondo Ambiente Italiano invita in particolare  alla visita dei luoghi storici e artistici, delle ville, dei monumenti, dei resti archeologici a Olginate. Le date da segnare sul calendario sono quelle di sabato 24 e domenica 25 marzo.

Alla scoperta di Olginate con le Giornate del Fai

Olginate ha origini antiche: nel suo territorio sono presenti testimonianze rilevanti di epoca romana: i resti del ponte sull’Adda che, secondo gli studi storici e le rilevazioni strutturali, risale al III secolo dopo Cristo, poi distrutto tra il V e il VII secolo, la località di Capiate, dove si conservano murature, e sono state scoperte sepolture, di epoca romana.

Ecco i luoghi aperti

I luoghi aperti ai visitatori sono quattro: Villa Schiatti, con i resti del ponte romano. Villa Sirtori, che accoglie anche la Biblioteca Civica. Il convento di Santa Maria La Vite. E infine la Corte, o, si può dire, il castrum di Capiate.

“Questo è il percorso di visita proposto – spiegano gli organizzatori –  ma tutti possono decidere il proprio itinerario: i luoghi sono vicini al centro, tranne Capiate che dista due chilometri e mezzo e può essere raggiunta con una passeggiata a piedi oppure in auto”.

 

Villa Schiatti

Risale alla prima metà del Novecento. Si affaccia sul lago in corrispondenza della diga che regola il deflusso delle acque. E’ dotata di un vasto giardino, all’interno del quale si conserva un’arcata dell’antico ponte romano che un tempo congiungeva le sponde dell’Adda. Di questo antico manufatto esistono ancora le fondazioni dei piloni che emergono durante i periodi di secca delle acque. L’arcata conservatasi nel giardino di villa Schiatti fu, per un certo periodo, adattata a mulino da grano; demolite le parti del mulino, è riemersa nelle sue strutture originarie venendo poi trasformata nel belvedere del giardino.

 

Villa Sirtori

Sede della Biblioteca Civica con un centro espositivo, sorge in prossimità della passeggiata a lago. Nata attorno a una torre appartenuta alla famiglia dei feudatari d’Adda, la dimora fu radicalmente rinnovata a partire dal Seicento. All’esterno conserva la bella serliana che segna la zona di ingresso; all’interno vaste sale si affiancano al piccolo oratorio secentesco, perfettamente conservato. Per l’occasione delle giornate FAI, nella villa è allestita la mostra “Get back”, retrospettiva di dipinti di Giuseppe Fumagalli. E’ esposta anche una mostra di documenti e immagini su Olginate e la sua storia.

Leggi anche:  L'Africa porta un sorriso a Casa Amica

 

Santa Maria la Vite

E’ citata nei documenti più antichi come Santa Maria in vigo. L’antica chiesa esisteva già nel XII secolo, quando figura affidata ai monaci dell’ordine di S. Ambrogio ad Nemus. Attorno all’edificio sacro, sorse nel tempo un complesso monastico che venne definitivamente chiuso nel 1782. I fabbricati furono allora trasformati in casa rurale, adattando la chiesa a opificio serico. Lunghi e complessi restauri hanno restituito la chiesa alla sua forma originale, anche riportando alla luce quel che rimane degli importanti cicli decorativi cinquecenteschi.

Il “castello” di Capiate

Già noto come “corte di S. Ambrogio”, fu importante luogo di controllo del territorio durante l’Alto Medioevo. Recenti scavi hanno portato alla luce una vasta necropoli medievale, oltre a murature ascrivibili all’epoca romana. Il complesso ha mantenuto le diverse fasi costruttive che nel tempo lo hanno modificato, conservando però quanto edificato in precedenza. Attorno all’antica “corte” si riconoscono ancora la cosiddetta “torre”, trasformata in dimora signorile a partire dal secondo Cinquecento a opera delle famiglie Spini e Mornico. Inglobata nella parte rurale è ancora la struttura dell’antica basilica di S. Nazzaro, nella cui abside è innestato il piccolo oratorio. Sempre in tema di antichità, queste però del ventesimo secolo, la corte ospita e mette in mostra una “collezione di trattori d’epoca”: il primo, del 1930, è la “Motomeccanica Balilla”, perfettamente funzionante, come gli altri della collezione.

In campo gli studenti lecchesi

Tutti i quattro luoghi sono visitabili sabato 24 e domenica 25 marzo dalle ore 10 alle 17. Ad accogliere i visitatori ci sono i delegati del FAI di Lecco, a condurre le visite i volontari del Gruppo FAI Giovani; a Santa Maria La Vite, gli studenti “Aspiranti Ciceroni del Liceo Artistico Medardo Rosso di Lecco”.