Una pillola di dialetto brianzolo. Torna l’appuntamento con la rubrica dedicata alla lingua brianzola. Curata da Roberto Beretta, cassaghese, autore del dizionario brianzolo-italiano acquistabile in tutte le libreria del territorio. La puntata di oggi è dedicata alla stràdæ.

Dialetto brianzolo: stràdæ

La stràdæ è la strada, la via da seguire e al plurale diventa stràt. Ci sono naturalmente tanti tipi di strade, per esempio ul stradôm è una strada larga e rettilinea, una stradàsciæ è una strada in cattive condizioni e poco battuta. Una stràdæ che tìræ è una strada particolarmente ripida, una stràdæ giô de man è una strada scomoda per arrivare dove si vuole andare. La stràdæ maéstræ è la strada di grande comunicazione mentre una stràdæ del diàul è una strada brutta e anche pericolosa da percorrere. La stràdæ de fér sono invece i binari della ferrovia. Quando una persona si avviava per una destinazione che non conosceva, in mancanza di cartine o navigatore, si muniva dello stradàl, un foglietto sul quale qualcuno più pratico di lui gli segnava le varie strade che doveva seguire. Questo per mìæ na giô de stradæ cioè per non sbagliare la direzione e quindi evitare di fass imparà la stràdæ ovvero dover chiedere informazioni non sempre certe a qualche viandante. In tali occasioni era conveniente seguire la stràdæ de’l carr, la strada principale. Truàss seu seu la stràdæ è da intendere come avere perso tutto, mentre truàss a mèzæ stradæ è trovare un compromesso. Métt seu seu la bùnæ stradæ è dare buoni insegnamenti e un buon indirizzo di vita ed è un buon inizio per imboccare la stràdæ de’l paradìs. Scürtà la stràdæ non è solo prendere una scorciatoia, ma anche architettare stratagemmi più o meno leciti per raggiungere in fretta il proprio scopo. Lasà in méz a la stràdæ vuol dire licenziare o togliere il lavoro a una persona che in tal modo diventa un giüdes de stràdæ che equivale a disoccupato. Métt in stràdæ (o in viàcc) significa dare inizio a un lavoro o a un progetto, mentre métt la tùsæ in méz a la stràdæ non è certo far prostituire la figlia, bensì permettere che sposi un uomo che la farà vivere male.