Spumante o champagne per capodanno? Si avvicina il Natale, si avvicina l’ora del brindisi di mezzanotte. Quale il vino d’eccellenza per festeggiare l’importante ricorrenza? Senza dubbio lo spumante italiano, oppure lo champagne. Insomma, un vino con le bollicine che, peraltro, è anche molto richiesto… all’ora dell’aperitivo. Le origini dello Champagne hanno un che di affascinante. Chiari, leggeri, freschi e spumeggianti fin dal Seicento, questi vini, che prendono nome dalla regione francese di produzione, riscuotono consensi unanimi.

Spumante o champagne per capodanno?

Per questo, i vignaioli ancora oggi s’impegnano costantemente per migliorarne le qualità. La prima cosa che hanno fatto è stata quella di prendere una decisione drastica: produrre vini bianchi, utilizzando esclusivamente uve nere, ottenendo così una luminosità rara e universalmente apprezzata. Poi hanno scoperto come fosse utile mescolare vini diversi, provenienti dalle varie zone della Champagne: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier sono i vini base che, opportunamente miscelati, danno luogo ai prodotti migliori. Infine, nel corso dei secoli si è imparato a controllare e dominare l’effervescenza, dettaglio fondamentale per un risultato eccellente.

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La versione italiana

E per quanto riguarda lo spumante italiano? La sua storia è sicuramente affascinante. Si cominciò a studiare il prodotto francese verso la fine del Settecento. L’evoluzione delle tecniche si protrasse per tutto il diciannovesimo secolo e, forse, il primo in Italia a produrre spumante fu Giulio Ferrari nel 1902: dopo di lui ne vennero molti altri. Proprio nel 1902 nacque, sulle rive del lago di Caldonazzo, il primo spumante classico italiano. Lo si produceva da barbatelle di pinot che Ferrari aveva importato da Epernay e messe a dimora nel Trentino a Calceranica. A titolo di curiosità segnaliamo che per un certo periodo si è prodotto uno spumante anche dai vitigni dell’Etna.