Regolamento di conti tra spacciatori finisce con un omicidio. Fermati i due presunti assassini dell’uomo morto a Cinisello in ospedale.

Omicidio come regolamento di conti

Un regolamento di conti tra spacciatori, scatenato da banali motivazioni, si è concluso con un omicidio. Sono stati fermati i due presunti assassini dello spacciatore morto a Cinisello in ospedale. L’aggressione era avvenuta domenica notte davanti ai cancelli di un capannone abbandonato in via Partigiani 15. Erano state fatali per il 29enne di origine marocchina le botte ricevute e una coltellata alla gola.

Le indagini e la vittima “senza nome”

Erano subito partite le indagini dei carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni, coordinate dal capitano Cosimo Vizzino e dal tenente Filiberto Rosano. I militari hanno minuziosamente controllato le telecamere della zona. Non è stato facile nemmeno dare un nome alla vittima, visto che il pusher si nascondeva dietro a diversi soprannomi:  la sua identità è stata scoperta grazie all’aiuto del consolato del Marocco.

Due pusher bloccati prima della fuga

Grazie al lavoro portato avanti giorno e notte dagli uomini dell’Arma è stato possibile risalire ai due presunti colpevoli. Una volta identificati grazie alle registrazioni della videosorveglianza un 23enne e un amico di due anni più giovane, da soli tre mesi in Italia, entrmabi spacciatori, sono stati rintracciati. Il primo Lecco, l’altro a Parabiago, a casa di conoscenti. Stavano pianificando la fuga dal Paese.

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Presunti assassini portati in carcere

Sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per omicidio aggravato. Sono infatti ritenuti i responsabili dell’omicidio. Sono stati infatti inchiodati dalle telecamere mentre riempivano di botte, senza esclusioni di colpi la vittima. Si vede chiaramente anche uno dei due (saranno le analisi dei Ris di Parma a stabilire chi) estrarre un fendente e colpire a morte il connazionale. La rissa sfociata in tragedia era iniziata all’interno dello stabile, una sorta di covo dello spaccio, all’interno del quale i tre vivevano oltre che vendere droga. Adesso i due fermati sono in carcere a Monza, in attesa della convalida.