Un incubo durato per anni è finalmente finito per una 40enne e per la figlia 11enne regolarmente picchiate e maltrattate da quel marito e padre-padrone che ora è finito in carcere. E’ successo a Madone.

Arrestato per maltrattamenti e lesioni

Ieri sera i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno arrestato in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate un rumeno 46enne, di professione autotrasportatore, in Italia da circa 20 anni, residente a Madone, dove da tempo abitava con la compagna, una sua connazionale 40enne e la figlia di lei di soli 11 anni.

Barricate nella stanza

L’uomo, ieri sera, dopo aver alzato troppo il gomito, ha aggredito e percosso, per l’ennesima volta, la sua convivente, anche lei rumena, ma anche la figlia della donna nata da una precedente relazione. Quando i carabinieri della Stazione di Brembate sono entrati in casa la donna e la bambina erano barricate in una stanza. Entrambe, impaurite e piangenti, con i segni visibili sul volto dell’aggressione fisica, hanno raccontato dell’ennesimo ingiustificato episodio di violenza del 46enne.

Schiaffi. pugni e minacce col cacciavite

Si parla di schiaffi e pugni e di altro ancora. La bambina ha cercato di difendere la madre da quella brutale aggressione, ma come risposta ha ricevuto anche lei, a sua volta, un’aggressione fisica del padre. Il 46enne rumeno, con alle spalle già altri piccoli precedenti di polizia, anche davanti ai militari ha continuato a essere violento e minaccioso, tentando di colpire nuovamente la propria compagna usando persino un cacciavite.

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Ubriaco e violento

Non era la prima volta che l’uomo, a volte in preda all’alcol, diventava violento. Il tutto soprattutto nell’ultimo anno, anche davanti alla bambina, al punto tale da poter infatti parlare anche di “violenza assistita”. Accompagnate in ospedale, madre e figlia sono state medicate e giudicate guaribili in pochi giorni. Le altre volte in cui era stata picchiata la 40enne rumena non si era mai recata in ospedale per farsi refertare, il tutto per timore delle reazioni del compagno, ma anche con la speranza, forse, che lo stesso prima o poi cambiasse.

In carcere a Bergamo

Informato il pm di turno, il 46enne è stato quindi arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Dopo le formalità di rito, i militari dell’Arma lo hanno portato in carcere di Bergamo. Nei prossimi giorni l’uomo verrà sottoposto all’interrogatorio di convalida.

Denunciare sempre

Ancora una volta è fondamentale ribadire l’importanza di denunciare sempre qualsiasi episodio di violenza. Soprattutto quando deriva da dinamiche familiari o in generale da contesti relazionali. Attivare immediatamente i carabinieri e, di conseguenza, gli strumenti giudiziari a disposizione della Magistratura è un elemento imprescindibile per contrastare ogni violenza.