E’ morto Carlo Invernizzi, poeta, filosofo, deus ex machina del Museo di arte Contemporanea all’aperto di Morterone. Si è spento a 86 anni. La cerimonia funebre, e non poteva essere altrimenti, verrà celebrata domani, giovedì, alle 15 proprio nella chiesa di Morterone.

Carlo Invernizzi, un artista a tutto tondo

Invernizzi attraverso  la poetica della Natura Naturans ha fatto infatti del secondo comune meno popoloso d’Italia un centro internazionale di poesia ed arte. Per oltre trent’anni l’associazione che lo vedeva come punto di riferimento, Gli Amici di Morterone,  ha richiamato nel piccolo paese sito ai piedi del Resegone artisti da ogni angolo del mondo che hanno contribuito alla realizzazione di un Museo all’aperto. Questo grazie  all’installazione di oltre 30 opere di arte contemporanea.

Gli artisti coinvolti da Invernizzi

Sino ad oggi hanno preso parte a questo progetto con opere installate all’aperto (tuttora presenti) Gianni Asdrubali,Lucilla Catania, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Igino Legnaghi, François Morellet, Pino Pinelli, Bruno Querci, Ulrich Rückriem, Nelio Sonego, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Grazia Varisco, Michel Verjux e Rudi Wach,

Ma cosa è la Natura Naturans?

E’ una  “visione” una “poetica” che pone al centro delle proprie riflessioni l’uomo, nella sua relazione con quanto lo circonda, e la sua capacità di percepire e sentire ciò che gli sta intorno non come un qualcosa di estraneo o accessorio, ma come parte integrante del divenire vitale.

“Morterone: una soglia poetica. Natura Arte Poesia”

“L’autentico significato di questo progetto  è solo in parte assimilabile alla ormai diffusa realtà dei parchi di scultura. L’esperienza di Morterone si pone in realtà un obiettivo completamente diverso, perchè vuole affermare la possibilità e la volontà di una crescita armonica di uomo e ambiente”. Lo avevano spiegato nel 2014 Francesca Pola e Epicarmo Invernizzi in occasione della mostra a “Morterone: una soglia poetica. Natura Arte Poesia”. L’Esposizione, di cui i due erano curatori, venne allestita a Palazzo delle Paure a Lecco e raccontava proprio la “creatura” di Invernizzi. Come? Attraverso un  viaggio per immagini che ripercorreva  l’attività dell’Associazione Culturale Amici di Morterone dal 1986.

Leggi anche:  Ammette tutto il prete del Milanese arrestato in Vaticano per pedopornografia

 

Le parole di Invernizzi

Lo ricordiamo con le sue stesse parole, quelle che hanno definito la sua esistenza e il suo amore per Morterone

Morterone è mio luogo di radici…

Mente voragine

logos precipite

nell’incurvo dello spaziotempo

in annichilo.

 

Morterone è mio luogo di radici, soglia ingermino d’immagini metafore del mio fare poesia.

In così silente conca d’incontaminatezza, senti l’eco dell’evaporo incomprimibile dell’universo e ti colpisce la luce tutta mentale di fulgidissimi logoisbrendoli di spaziotempo che s’infugano sull’orizzonte impercettibili. Qui la natura si ricrea in visionarietà di fantasiapensiero e la fantasiapensiero si origina dalla stessa natura con la quale è tuttuno.

Natura Naturans di cui l’uomo è coscienza intrinseca, non componente estraneo che vuole dominarla e deturparla.

Questo è il senso del vivere a Morterone e il messaggio che Morterone vuole trasmettere. Abbellito con opere d’arte della più pura creatività, Morterone è segnale di poesia.

Carlo Invernizzi

Morterone, 27 maggio 1995

Il ricordo di Donà

Questo il ricordo del filosofo e musicista Massimo Donà