Sabato 4 novembre il Prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, ha consegnato 175 Medaglie d’Onore. La consegna dei riconoscimenti è avvenuta quindi presso l’Aula Magna dell’Università di Bergamo. Tuttavia alla cerimonia era presente anche il Coro Ana Val San Martino di Cisano Bergamasco.

Medaglie d’Onore ai bergamaschi prigionieri nei lager

Conferite con Decreto del Presidente della Repubblica ben 175 Medaglie d’Onore. Il riconoscimento infatti è per ben 175 bergamaschi. Ossia per quei militari che si rifiutarono di schierarsi con la Repubblica di Salò e per i civili che tuttavia vennero deportati ed internati nei lager nazisti nonché destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Tra questi meritevoli tuttavia anche un cittadino di Caprino Bergamasco e uno di Pontida.

I sindaci presenti con i familiari

La cerimonia tuttavia ha avuto luogo nel pomeriggio, alle ore 16. Il Prefetto ha consegnato quindi i riconoscimenti insieme al Rettore dell’Università di Bergamo, Remo Morzenti, al Presidente della Provincia, Matteo Rossi, ed ai Sindaci dei Comuni di residenza degli insigniti. Presenti alla cerimonia le Autorità religiose e civili della provincia e quindi i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

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Caprino Bergamasco e Pontida presenti

I familiari di Giuseppe Ravasio e di Leandro Rotasperti, rispettivamente di Caprino Bergamasco e Pontida, ieri erano quindi  alla cerimonia svoltasi in Sant’Agostino. Accompagnati infatti dai sindaci Annibale Casati e Luigi Carozzi hanno ricevuto le Medaglie d’Onore per i loro padri. Tanta è stata quindi la commozione per i familiari. Soprattutto l’orgoglio per il ricordo di un padre che ha insegnato ai figli valori come pace e solidarietà.

Commemorazione per non dimenticare

In occasione della festa del IV Novembre nei comuni di Caprino Bergamasco e Pontida sono state tuttavia coinvolte le scuole. Alle cerimonie infatti presenti studenti. Infatti attraverso un percorso guidato dagli insegnanti, hanno scritto delle riflessioni lette quindi di fronte ai cittadini. Il messaggio infatti è stato chiaro ovunque. Perché non accadano più quindi certi orrori chi c’era non deve dimenticare. Ma soprattutto chi verrà dovrà tuttavia conoscere ciò che successe affinché non si ripeta.